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Var a Cosenza, è la prima volta. Pronta la saletta dietro la Curva Nord

Di Martino di Teramo e Prenna di Molfetta saranno i primi Var della storia del Marulla: la strumentazione farà il suo esordio in Cosenza-Vicenza.

Antonio Di Martino da Teramo: sarà l’abruzzese, coadiuvato da Emanuele Prenna della sezione di Molfetta, il primo fischietto a mettere piede nella sala VAR del “Marulla”. Un’innovazione della quale, negli ultimi tre anni di B, si è sentita qualche volta la mancanza. E’ stata allestita alle spalle della Curva Nord, all’interno del parcheggio stampa adoperato per le conferenze stampa di Zaffaroni. Dalle parti del Campagnano soprattutto: non sono pochi gli episodi dubbi che, a partire dalla stagione 2018/’19, hanno condizionato le gare dei rossoblù sia in positivo, sia in negativo.

2018/’19: i primi errori al Marulla

Il primo, clamoroso episodio arbitrale in cadetteria avvenne alla 10° giornata, in un turno infrasettimanale contro il Pescara. Si tratta di un colpo di testa di Crecco parato in due tempi da Cerofolini sull’1-0 per i Lupi. Il pallone prende uno strano effetto, ma il portiere lo blocca quando ancora sembra non aver oltrepassato la linea. Non è dello stesso avviso il guardalinee, che assegna il gol agli abruzzesi fra le vibranti proteste rossoblù. Diversi mesi dopo, a marzo, i Lupi stanno vincendo 2-0 contro il Brescia capolista. Al 52′ Spalek riapre il match con un gol siglato in netta posizione irregolare, mentre all’80’ il direttore di gara accorda un rigore, poi segnato da Donnarumma, nonostante la simulazione di Torregrossa fosse evidente. A controbilanciare, in parte, il negativo ecco il gol annullato a Simy nel derby: il nigeriano sembrava essere tenuto in posizione da Legittimo.

2019/’20: roba da non credere sotto la Nord

Più turbolenta la stagione successiva, che già alla terza vede il signor Illuzzi di Molfetta assegnare un penalty molto dubbio al Pescara. La simulazione dell’esterno abruzzese Di Grazia è evidente. Alla 9° giornata è invece il Chievo a godere di un errore arbitrale, con Sciaudone atterrato in area ma a gioco fermo per una posizione irregolare inesistente. C’è poi il binomio Empoli-Crotone: contro i toscani, il tiro di Ricci impatta sulla traversa, supera la linea e torna in campo, ma l’arbitro non se ne avvede; contro gli Squali è Sciaudone a spingere in porta di testa con Cordaz che palesemente ributta fuori il pallone da dentro la porta, ma anche in questo caso il direttore di gara (che, per inciso, era lo stesso dell’anno precedente) non riceve segnalazione dall’assistente. Dopo lo stop per Covid non succede più nulla di rilevante.

2020/’21: il caso Ba e l’importanza della Var

Nell’ultima annata a tenere banco fu soprattutto il caso Ba. Il centrocampista, entrato dalla panchina contro la Salernitana, aveva ricevuto l’ok dal quarto uomo che non si era reso conto della presenza in campo di undici maglie rossoblù, coi Lupi che giocarono in dodici per qualche secondo. Il 17 venne ammonito, un giallo che poi raddoppiò per una trattenuta su tutino, costringendo il Cosenza a giocare in dieci. Da segnalare anche il gol di Gliozzi contro il Lecce, in posizione di fuorigioco, all’andata della sfida coi salentini. Per il resto, almeno fra le mura del “Marulla”, niente di eclatante. Adesso arriva la Var, non si ripeteranno più casi simili.

Antonio Clausi

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 2010 ha lavorato fin dal 2007 presso le redazioni de “La Provincia Cosentina”, di “Calabria Ora”, di “Cronache del Garantista” di cui coordinava i servizi per la Calabria, e del “Quotidiano del Sud”. Dal 2008, inoltre, collabora attivamente con CosenzaChannel.it. Spesso ospite di talk-show televisivi e radiofonici, ha come hobby i 33 giri e la musica.

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