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Ecco i consiglieri regionali eletti in provincia di Cosenza: sorprese e tanti flop | CIRCOSCRIZIONE NORD | CIRCOSCRIZIONE CENTRO | CIRCOSCRIZIONE SUD | IL NUOVO CONSIGLIO REGIONALE

Tutti i consiglieri regionali eletti in provincia di Cosenza. Forza Italia conquista tre seggi. C'è anche Katya Gentile. Esclusi tanti big.

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E’ tempo di bilanci per la politica calabrese dopo la fine delle elezioni Regionali in Calabria. Tante sorprese, ma anche tante sonore bocciature. (CLICCA QUI PER VEDERE TUTTE LE PREFERENZE)

Boom di Forza Italia in provincia di Cosenza: tre consiglieri regionali

Nella circoscrizione Nord, Forza Italia ottiene un grande risultato. Gianluca Gallo recordman delle preferenze con oltre 21mila voti, a seguire Katya Gentile, figlia di Pino, che conquista un seggio a Palazzo Campanella. Sarà la sua seconda esperienza amministrativa dopo aver ricoperto la carica di vice sindaco nella prima amministrazione targata Mario Occhiuto. Ottimo risultato anche per l’ex sindaco di Corigliano, Pasqualina Straface che sfonda il muro delle 6mila preferenze e approda in Consiglio Regionale per una manciata di voti. La delusione più grande, tuttavia, arriva dall’Alto Tirreno cosentino, dove l’ex presidente della commissione anti-‘ndrangheta, Antonio De Caprio, prende oltre 4mila voti, ma viene superato dal sindaco di Castrolibero, Giovanni Greco che poteva contare sull’appoggio esterno di Orlandino Greco. 

Eletta anche la moglie di Luca Morrone

Performance straordinaria in Forza Azzurri per Pierluigi Caputo, andato oltre le 11mila preferenze. L’ex presidente del Consiglio comunale di Cosenza torna dunque nell’Assise regionale. Secondo invece il cognato di Mario Occhiuto, Piercarlo Chiappetta che si consola con circa 5mila voti.

In Fratelli d’Italia spicca Fausto Orsomarso che conquista il seggio a Palazzo Campanella grazie agli oltre 9mila voti in tutta la provincia di Cosenza. Dietro di lui la moglie di Luca Morrone, Luciana De Francesco che, rispetto alle ultime votazioni in cui si era candidato il marito, prende molti meno voti del marito, ma festeggia ugualmente la sua elezione.

Escluso Pietro Santo Molinaro

Sul fronte della maggioranza, inoltre, uno dei “trombati” di lusso è senza dubbio l’ex presidente di Coldiretti Calabria, Pietro Santo Molinaro che esce fuori dal Consiglio Regionale, causa l’affermazione positiva, e oltre ogni più rosea aspettativa, di Simona Loizzo, “sponsorizzata” da Matteo Salvini. Per il medico di Cosenza i voti superano 5mila unità. 

Ce la fa per il rotto della cuffia Giuseppe Graziano. L’ex primo dirigente del Corpo Forestale dello Stato, che dopo la fusione tra Corigliano e Rossano, aveva provato a diventare il primo sindaco della città unica, riconfermo il posto in Consiglio Regionale.  

Fuori due big del Partito democratico

Passando alla minoranza, le esclusioni fanno ancora più rumore. Gli elettori, per quanto riguarda la lista del Pd, hanno premiato Franco Iacucci (sostenuto da Carlo Guccione) e Domenico Bevacqua, capogruppo uscente. Entrambi hanno superato le 6mila preferenze. Bocciati invece Graziano Di Natale, genero di Mario Pirillo, e attuale presidente del consiglio comunale di Paola, e Giuseppe Aieta, ex “delfino” di Mario Oliverio.

Il M5S, nonostante la sconfitta della coalizione guidata da Amalia Bruni, si consola con l’elezione di Davide Tavernise. Al secondo posto il giornalista Domenico Miceli, che tuttavia non viene eletto. Flop clamoroso di Carlo Tansi che paga a caro prezzo l’alleanza politica con il Partito democratico, da lui sempre denigrato prima e durante la campagna elettorale.

Laghi ce la fa

Infine, la coalizione di Luigi De Magistris: eletto il medico, ora in pensione, Ferdinando Laghi, originario di Castrovillari, che prende oltre 3600 voti. Rimarrà deluso, però, il sindaco di Santa Maria del Cedro, Ugo Vetere che, nonostante gli oltre 4mila voti di preferenza, non diventa consigliere regionale perché la lista “Dema” su scala regionale non supera il 4 per cento. Mario Oliverio, infine, si ferma all’1,53%. Oggi l’ex presidente della Calabria terrà una conferenza stampa per analizzare il voto e, probabilmente, per attaccare i vertici del Pd nazionale, ma soprattutto il commissario Stefano Graziano.

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