domenica,Novembre 28 2021

Tassista ucciso a Cosenza, chiusa l’istruttoria: requisitoria a novembre

Si è conclusa questa mattina l’istruttoria dibattimentale del processo che deve far luce sull’omicidio del tassista di Cosenza, Antonio Dodaro, morto il 13 gennaio 2020 dopo sei giorni di agonia in ospedale. A giudizio, davanti alla Corte d’Assise di Cosenza, c’è Antonio Chianello, 35enne di Paola, presunto autore del delitto. L’udienza è stato aggiornata al

Tassista ucciso a Cosenza, chiusa l’istruttoria: requisitoria a novembre

Si è conclusa questa mattina l’istruttoria dibattimentale del processo che deve far luce sull’omicidio del tassista di Cosenza, Antonio Dodaro, morto il 13 gennaio 2020 dopo sei giorni di agonia in ospedale. A giudizio, davanti alla Corte d’Assise di Cosenza, c’è Antonio Chianello, 35enne di Paola, presunto autore del delitto. L’udienza è stato aggiornata al prossimo 11 novembre quando il pm Antonio Tridico farà le sue richieste di condanna. Poi toccherà all’avvocato di parte civile, Antonio Spataro e infine alla penalista Sabrina Mannarino, difensore dell’imputato. 

La ricostruzione dei fatti

Secondo quanto accertato dalle indagini, la mattina del 7 gennaio 2020, Antonio Dodaro, mentre era a bordo del suo taxi nella zona centrale di Cosenza, fu aggredito a colpi di coltello da Chianello, il quale sferrò i fendenti al collo, all’addome e alla mano della vittima.

Subito dopo l’aggressione Dodaro, malgrado le gravi ferite riportate, riuscì ugualmente a raggiungere l’ospedale di Cosenza, dichiarando in quel momento di essere stato aggredito da un extracomunitario di colore, sconosciuto allo stesso, asseritamente perché non voleva pagare la corsa. Una versione che non aveva convinto gli investigatori, visto che Chianello era stato chiamato in causa solo come accompagnatore del tassista. Le numerose incongruenze nel racconto dei due due – vittima e attuale imputato – hanno insospettito la Squadra Mobile di Cosenza, che, grazie alle intercettazioni, alle analisi dei sistemi di videosorveglianza della zona, alle acquisizioni di dichiarazioni testimoniali e di accertamenti di natura tecnica, è riuscita ad evidenziare le presunte responsabilità di Antonio Chianello.

L’imputato, secondo la procura di Cosenza, avrebbe aggredito la vittima per motivi passionali. 

Infine, la Squadra Mobile di Cosenza aveva rinvenuto anche tracce ematiche su Antonio Chianello e sui suoi indumenti, ritenute assolutamente compatibili con le ferite riportate da Dodaro. A novembre, dunque, il presidente della Corte d’Assise di Cosenza, Maria Lucente (giudice a latere Marco Bilotta) emetterà la sentenza di primo grado.