mercoledì,Dicembre 8 2021

Franz Caruso socialista e penalista, ecco chi è il nuovo sindaco di Cosenza

Franz Caruso è un socialista vero. Nel 1994 disse no a Berlusconi che avrebbe voluto candidarlo in Forza Italia. Ha coronato il suo sogno.

Franz Caruso socialista e penalista, ecco chi è il nuovo sindaco di Cosenza

Se il 1994 avesse detto sì a Silvio Berlusconi, probabilmente Franz Caruso oggi non sarebbe diventato sindaco di Cosenza grazie alla coalizione di centrosinistra, ma si sarebbe trovato, chissà, sul fronte opposto. Il sogno nasce proprio in quegli anni, quando viene eletto consigliere comunale. Sono anni in cui muove i primi passi da avvocato penalista, partecipando a numerosi processi importanti, la maggior parte di stampo mafioso. Poi all’inizio del nuovo secolo viene nominato dal compianto presidente della provincia di Cosenza, Tonino Acri, assessore provinciale alla cultura, sport, turismo e spettacolo.

E’ sempre rimasto fedele al Partito socialista italiano, nel quale ha ricoperto ruoli nazionali sul fronte della giustizia e provinciali, in qualità di segretario. Nel 2014, inoltre, aveva sfiorato l’elezione alla carica di consigliere regionale, risultando il primo dei non eletti nella lista del Pd. Sperava che Mario Oliverio lo “premiasse”, avendo contribuito massicciamente alla sua vittoria quale presidente della Regione Calabria. Prima ancora aveva tentato la strada delle amministrative, cercando di insidiare la candidatura di Salvatore Perugini, poi sconfitto nel 2011 da Mario Occhiuto. Sono passati dieci anni da quel giorno.

Franz Caruso è stato il primo a credere nel successo elettorale. La macchina organizzativa era partita qualche mese prima che scoppiasse l’epidemia da coronavirus. Un rallentamento fisiologico per l’onda devastante del virus. Ha ripreso il cammino, proponendo il suo progetto “Cosenza 2050“. Si sarebbe candidato anche se il centrosinistra avesse scelto un altro candidato. Ha avuto ragione su tutta la linea. I suoi sforzi sono stati premiati. Ora viene il difficile. Governare una città in dissesto con tanti problemi: viabilità, rifiuti e crisi idrica.

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