mercoledì,Dicembre 8 2021

Tanti auguri Marco Negri: bomber silenzioso che si consacrò a Cosenza

Forse la migliore definizione calcistica di lui la diede Ewan Chester, capo degli osservatori dei Rangers di Glasgow, quando tornò in Scozia dopo averlo visto in un Perugia-Roma della primavera del 1997. “Se stiamo cercando un attaccante che pressi l’avversario, che lotti su ogni palla e che corra per 90 minuti allora cambiamo obiettivo. Ma

Tanti auguri Marco Negri: bomber silenzioso che si consacrò a Cosenza

Forse la migliore definizione calcistica di lui la diede Ewan Chester, capo degli osservatori dei Rangers di Glasgow, quando tornò in Scozia dopo averlo visto in un Perugia-Roma della primavera del 1997. “Se stiamo cercando un attaccante che pressi l’avversario, che lotti su ogni palla e che corra per 90 minuti allora cambiamo obiettivo. Ma se stiamo cercando un calciatore in grado di segnare 30 gol all’anno, allora è lui quello di cui abbiamo bisogno”. Marco Negri era proprio questo. Un attaccante che a volte sembrava quasi estraniarsi dal gioco ma assolutamente letale in area di rigore. E nel giorno del suo cinquantunesimo compleanno (è nato il 27 ottobre del 1970), vogliamo ricordare uno dei calciatori più iconici, più forti ed ancora oggi più amati tra coloro i quali hanno indossato la maglia dei lupi.

Consacrazione a Cosenza

Marco Negri lo ha ripetuto più di una volta e lo fa ancora oggi in tutte le sue interviste: la sua esperienza con la maglia del Cosenza è stata fondamentale per la sua carriera. Ecco le interviste meriterebbero un capitolo a parte. Non ne rilasciò praticamente mai nessuna in tutta la carriera. Diventando disponibile con i giornalisti solo una volta dismessi i panni del calciatore. Proprio per questo diventò ben presto l’ “Attaccante silenzioso”. Vestì la maglia rossoblù in due differenti annate. La prima fu quella del 92/93. Arrivò in Calabria nell’allora mercato di riparazione novembrino dalla Ternana. Era un corazziere ancora acerbo. Grandissimo fisico, tutto sinistro e forte di testa ma, come si suol dire, doveva ancora sgrezzarsi ed imparare il mestiere. Fece il suo esordio con la maglia numero 9 sulle spalle allo stadio “Braglia” di Modena in uno 0-0 contro i canarini valevole per la 10^ giornata di quel campionato. Mentre il primo gol lo segnò al “San Vito” il 29 novembre del 1992 nel 2-0 al Pisa. In quella stagione, chiusa al 7° posto dalla squadra allenata da Silipo, Negri che aveva solo 21 anni, mise a segno 4 reti in 25 presenze. L’anno dopo passò al Bologna in Serie C in prestito, ma tornò in Calabria per la stagione 1994/95. Era un attaccante del tutto diverso in confronto al 1992. Maturato sia di testa ma anche tecnicamente e tatticamente. Per la squadra sarebbe stata durissima. Era l’anno del -9 in classifica. Tutti davano già per spacciata la squadra allenata da Zaccheroni che però, anche grazie ai 19 gol firmati Marco Negri, riuscì a salvarsi senza grossi problemi per quella che rimane ancora oggi una vera e propria impresa rimasta nella storia.

Serie A e fama in Scozia

I gol messi a segno a Cosenza non lasciarono indifferenti i tanti operatori di mercato. La Lazio, squadra con la quale i lupi collaborarono per riuscire ad ingaggiare Negri dalla Ternana nel 1992, non sfruttò l’occasione di poter prendere l’attaccante, non ritenendolo ancora pronto. Ne approfittò il Perugia che convinse il Cosenza inserendo nell’affare anche un altro attaccante che da queste parti fece benissimo come Lucarelli. Con i grifoni Negri vinse la Serie B nel 1996 e l’anno dopo segnò 15 gol in Serie A. I Rangers di Glasgow nell’estate del 1997 si convinsero che valeva la pena spendere i 6 miliardi chiesi da Gaucci ed affidare a questo possente e implacabile attaccante, la pesante eredità di Ally McCoist, storico bomber della squadra ormai trentacinquenne. L’inizio in Scozia fu sfavillante. Segnò 23 gol nelle prime 10 giornate di campionato. I tifosi lo soprannominano “Gol-machine”. Alla fine furono 32 in 29 presenze che gli valsero il titolo di capocannoniere della Scottish Premier League nonostante a gennaio un infortunio gli cambia la carriera.

Infortunio alla retina ed addio sogni di gloria

Durante i primi mesi di quell’anno infatti si parlava di Negri anche in ottica nazionale in vista dei Mondiali del 1998. Ma durante una partita di squash, nel gennaio del 1998, la pallina lo colpì in pieno in un occhio e ciò gli provocò il distacco della retina. Negri si fermò per un mese e mezzo e quando tornò sembrava aver perso lo smalto di prima. Durante l’annata successiva, nonostante segnò ancora qualche gol importante, i Glasgow lo miseroo fuori rosa e gli congelarono lo stipendio. Tornò in Italia e giocò ancora in A con Vicenza, Bologna e Cagliari. Ma il calciatore di prima non sembra esserci più. Si ritirò nel 2005 anche se il suo “canto del cigno” fu a Livorno due anni prima quando segnò con la maglia degli amaranto anche una tripletta al Cosenza in Serie B. Di lui rimangono però i tanti gol segnati e quell’area quasi burbera dettata più che altro da un carattere molto timido che quasi lo faceva apparire scontroso. Il suo amore per Cosenza e per i tifosi rimane tutt’oggi intatto come ha dichiarato in un’intervista dell’anno scorso al sito Il Nobile Calcio: “Fantastica esperienza quella con la maglia del Cosenza, un posto ideale per un giovane calciatore dove crescere, tra l’affetto di tifosi caldi e affettuosi che ti spingono a dare sempre il meglio. Un allenatore valido come Zaccheroni e tanti campioni come compagni, uno su tutti Gigi Marulla, mi hanno permesso di affacciarmi al grande calcio e  agli addetti ai lavori. Per questi motivi sarò sempre grato a Cosenza e al Cosenza“.