sabato,Luglio 2 2022

Maria Pia Funaro: “Cosenza diventi una città ecologica”

La neo consigliera comunale Maria Pia Funaro: "Nel programma Cosenza2050 l’idea ecologica è al primo punto. La città debba cambiare rotta e iniziare un percorso green".

Maria Pia Funaro: “Cosenza diventi una città ecologica”

E’ importante avere un’idea ecologica di città, un disegno concreto e consapevole delle possibilità e dei bisogni del nostro assetto urbano che è anche e soprattutto sociale. La consigliera neoeletta Maria Pia Funaro, tra le candidate a diventare uno degli assessori della nuova giunta di Franz Caruso, ne è consapevole e sottolinea questa necessità a margine del G20 di Roma: “L’Italia e Mario Draghi incassano un importante risultato: riempire di sostanza le parole e le azioni volte alla lotta al cambiamento climatico”. Punti fermi di un programma politico mondiale che, per come si sta discutendo durante la Cop26 a Glasglow, avrà tra i suoi obiettivi il contenimento dell’aumento della temperatura globale al di sotto di 1,5 gradi.

Tra le misure individuate, lo stanziamento di risorse per combattere il degrado del suolo e creare nuove vasche di assorbimento del carbonio: mille miliardi di alberi per il pianeta, almeno due miliardi di piantumazione in Italia entro il 2030 e la necessità che Cosenza debba inserirsi in questo orientamento di forte salvaguardia ambientale.

Cosenza città ecologica, il programma di Franz Caruso

“Nel programma Cosenza2050 l’idea ecologica è al primo punto” sottolinea la Funaro affermando che la città debba cambiare rotta e iniziare un percorso “green” in linea con gli obiettivi di sostenibilità europei e mondiali. “Bisogna riconvertire Cosenza in una città che sia in grado, da un lato, di curare, manutenere e salvaguardare gli spazi verdi riducendo le sempre più numerose distese di cemento e riqualificando le aree degradate e abbandonate”.

Ma c’è di più: a sostegno pratico di un programma necessario, si può pensare anche all’impiego dei percettori del reddito di cittadinanza attraverso i Puc (progetti utili alla collettività di cui sono responsabili i Comuni) affinché convergano proprio nella manutenzione e nella salvaguardia delle aree verdi in città. Basti pensare agli orti urbani che, seppur diffusi, non hanno ancora una organicità tale da proporre le giuste occasioni di destinazione d’uso.

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