martedì,Settembre 27 2022

Diamante, così è stato investito Salvatore Ponte: parlano i testimoni oculari

I carabinieri hanno sentito diversi testimoni che hanno visto in diretta il momento in cui Ferdinando Duraccio ha investito Salvatore Ponte. L'indagato è stato individuato grazie alle telecamere di videosorveglianza del ristorante.

Diamante, così è stato investito Salvatore Ponte: parlano i testimoni oculari

Le minuziose indagini della procura di Paola, allo stato attuale, hanno consentito di individuare il presunto autore del tentato omicidio avvenuto a Diamante lo scorso 31 ottobre. La vittima, Salvatore Ponte, aveva da poco pranzato in un noto ristorante di Cirella quando per futili motivi è stato investito da Ferdinando Duraccio.

Diamante, Salvatore Ponte investito da una Bmw

Lo hanno raccontato ai carabinieri della Compagnia di Scalea alcuni testimoni che hanno assistito alla scena. In un caso, una persona vicina a Ponte ha affermato che «un signore alto, magro e calvo, vestito con jeans chiari e una maglietta grigia, all’improvviso è entrato all’interno della sua auto BMW di colore blu e ha investito Salvatore Ponte trascinandolo per vari metri, dopo di ché si dileguava. L’ignoto – ha aggiunto la donna – trasportava anche la sua famiglia all’interno dell’auto. Mentre tutti accorrevano a dare soccorso a Salvatore Ponte, si fermava una golf grigia dalla quale scendevano tre individui”. In questa circostanza, Giuseppe Ponte, fratello di Salvatore, ricoverato per un trauma cranico all’ospedale di Cetraro, “in stato di shock per ciò a cui aveva assistito, chiedeva ai tre individui se sapessero qualcosa urlando. Questi tre individui, non avendo gradito i modi di Giuseppe Ponte, lo aggredivano, buttandolo per terra e colpendolo ripetutamente con violenti calci e pugni per poi dileguarsi».

La vittima Salvatore Ponte

L’indagato è scappato dopo l’investimento

Un altro testimone, invece, ha riferito che il 31 ottobre, intorno alle 16, si trovava nel parcheggio antistante il ristorante «per prendere la mia auto ed andarmene via”, ma “ho notato l’autovettura che mi precedeva, con a bordo il signor Salvatore Ponte, che pure stava facendo retromarcia. A un certo punto notavo che Salvatore Ponte stava avendo un diverbio con un altro tizio che non conosco».

La testimonianza focalizza anche il momento dell’aggressione. «Salvatore ponte si stava avvicinando a quella vettura», la Bmw, «probabilmente per chiedere spiegazioni sul suo comportamento avuto poco prima. In quel momento l’auto accelerava di colpo investiva pienamente Salvatore Ponte, trascinandolo per alcuni metri. A quel punto sono intervenuto verso l’auto che ha investito il pedone, nel tentativo di bloccarlo e il conducente si allontanava in retromarcia in direzione della farmacia». E ancora: «Dopo qualche minuto ho notato Giuseppe Ponte che stava discutendo con un’altra persona che non conosco. Dopo di ché arrivavano altre persone che non conosco, di cui uno sicuro con la barba, che aggrediva con calci e pugni Giuseppe Ponte che cadeva a terra». Uno degli aggressori, secondo quanto visto dal testimone, a bordo della sua auto aveva a fianco una bambina.

Parla la fidanzata della vittima

La fidanzata di Salvatore Ponte ha evidenziato nel suo narrato che il presunto autore accusato, tra l’altro, di tentato omicidio «era molto agitato e nel momento in cui ha cominciato a spostare la propria vettura ha fatto delle accelerate come se volesse colpire la mia macchina e quando è tornato indietro si è rivolto verso di me e ha detto: Imparate a guidare sti cretini. Nel frattempo è sopraggiunto Salvatore che ha iniziato a discutere animatamente con questa persona». Poi il momento dell’investimento. La donna ha anche confermato l’aggressione a suo cognato da parte dei tre allo stato non individuati.

Ecco come i carabinieri hanno individuato Ferdinando Duraccio

Grazie alle telecamere di videosorveglianza del ristorante, i carabinieri sono riusciti a risalire all’identità di Ferdinando Duraccio, originario di San Gennaro Vesuviano, ma residente da anni a Praia a Mare. L’uomo in passato era stato sottoposto alla misura personale del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Un altro dettaglio utile alle indagini è senza dubbio quello relativo alla prenotazione del tavolo al ristorante effettuata a nome della società di cui è titolare l’indagato, ora finito in carcere.

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