martedì,Settembre 27 2022

Corigliano Rossano, il Movimento per la vita tra i banchi del liceo: duro attacco delle Fe.min

Il collettivo cosentino: «Questo è il risultato della scuola-azienda che sceglie arbitrariamente quali contenuti vengono trasmessi alle nuove generazioni»

Corigliano Rossano, il Movimento per la vita tra i banchi del liceo: duro attacco delle Fe.min

Un incontro con le quinte classi del Polo Liceale di Corigliano Rossano è bastato per accendere la polemica. A dare fuoco alle polveri il movimento delle Fe.min, molto attivo a Cosenza dove spesso è stato protagonista di manifestazioni e battaglie sociali. Nell’ambito del progetto Pon “Pari Opportunità” ospiti della scuola sono stati, tra gli altri, alcuni rappresentanti del Movimento per la Vita Corigliano Rossano, il ramo calabrese di un’organizzazione nazionale che su alcuni temi riempie le proprie pagine social e web.

Il loro orientamento è chiaro: anti-abortisti senza eccezione con un dito puntato su Greta Thunberg all’indomani delle sue dichiarazioni pro-interruzione di gravidanza, con tanto di caption al post in cui scrivono «ennesimo strumento di dissoluzione morale ed etica» e in un altro «marionetta del male».

Sfavorevoli in tutto e per tutto all’eutanasia, i movimentisti sono noti per le loro posizioni intransigenti davanti a tutto l’universo gender e per la condivisione, pressocché quotidiana, delle pagine di Aleteia, una rivista online di cattolici integralisti ricca di articoli dal contenuto variegato ma sempre improntato alla rigida morale: dai consigli su come parlare a un amico in fin di vita a come prendere sonno grazie ai santi, più vari estratti di santi e papi, mugugni sul film leone d’Oro a Venezia (che ha per tema proprio l’aborto) e sollievo per la bocciatura del Ddl Zan.

Il fatto che rappresentanti di questo Movimento abbiano avuto la porta delle aule di alcune classi aperte, ha fatto infuriare le Fe-min che hanno duramente attaccato la scelta di organizzare questo incontro in una scuola pubblica.

«Questo è il risultato della scuola-azienda – scrivono le Fe.min – che sceglie arbitrariamente quali contenuti vengono trasmessi alle nuove generazioni».

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