lunedì,Agosto 8 2022

Covid, i medici di famiglia: “La terza dose è indispensabile”

Il presidente della Società italiana di medicina generale Claudio Cricelli: "Ormai abbiamo dati consolidati che mostrano come il tasso di immunità e la capacità di risposta immunitaria declinano nel tempo"

Covid, i medici di famiglia: “La terza dose è indispensabile”

Il presidente della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie Claudio Cricelli afferma che la terza dose del vaccino anti-Covid è assolutamente indispensabile per tutti: “Il richiamo vaccinale è assolutamente indispensabile. Abbiamo una posizione fortemente favorevole. I medici di famiglia – aggiunge – stanno già attivamente somministrando la terza dose di vaccino anti-Covid, in particolare in Lazio e Toscana”.

“Ormai abbiamo dati consolidati – sottolinea – che mostrano come il tasso di immunità e la capacità di risposta immunitaria declinano nel tempo. In questo scenario non solo siamo d’accordo con la somministrazione della terza dose con le priorità che sono state definite fino ad ora, ma riteniamo che tutta la popolazione già sottoposta a vaccinazione debba ricevere la terza dose. Anche perché la vulnerabilità al virus è cambiata, vediamo tanti giovani infettati. La terza dose, quindi, è” per Cricelli “una protezione importante per le persone e contro la circolazione del virus”.

“La richiesta di ricevere la terza dose di vaccino anti-Covid, da parte degli anziani, è elevata. Ne farebbero anche 5, se fosse necessario. Le persone nelle fasce di età più avanzate sono infatti quelle che hanno maggiore consapevolezza della pericolosità del coronavirus. Sono, giustamente, le più preoccupate. Gli anziani non solo sono pronti a vaccinarsi ma sono quelli che ci telefonano di più e addirittura pressano per vaccinarsi”, afferma ancora Cricelli.

“Quando si capisce che il vaccino è un salvavita – spiega all’Adnkronos Salute – non si hanno reticenze. E questo gli anziani lo capiscono più degli altri. Hanno consapevolezza della loro vulnerabilità”. In generale, però, “le richieste sono tante anche da tutte le persone di altre fasce di età, che hanno già fatto le due dosi. E ci ritroviamo persino a dover spiegare che non possono farlo perché non sono ancora trascorsi 6 mesi dall’ultima dose. C’è una risposta, da parte dei cittadini, per il richiamo vaccinale non dico inattesa, ma abbastanza sostenuta”.

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