martedì,Settembre 27 2022

Caso Sacal, Manna: «Vicenda inquietante ma forse non tutto è perduto»

Il presidente Anci: «Turismo, accoglienza e trasporti non possono essere appannaggio dei privati. Occorre controllare le soglie di sbarramento»

Caso Sacal, Manna: «Vicenda inquietante ma forse non tutto è perduto»

Il campo libero lasciato ai privati nella scalata alla Sacal, che gestisce gli aeroporti calabresi, ha fatto saltare dalla sedia piu d’uno. Da un giorno all’altro il lametino Renato Caruso si è trovato proprietario della società con la sua Lamezia Sviluppo che ora detiene la maggioranza delle quote: il 51,96% pari ad un capitale che sfiora i 12 milioni e mezzo di euro. Caruso ha dovuto solo fare lo sforzo di sottoscrivere le azioni non ricapitalizzate dagli enti pubblici tirando fuori dal portafoglio meno di cinque milioni e mezzo di euro.

Manna: «Un settore troppo strategico per lasciarlo ai privati»

Marcello Manna, presidente Anci Calabria, commenta la notizia con non poco stupore: «È una vicenda su cui va fatta chiarezza. È particolarmente inquietante che sia stato perfezionato questo passaggio da parte dei privati senza una previa interlocuzione con le istituzioni. Non che si tratti di escludere i rapporti con i privati, si tratta di capire, invece, per quale ragione si è passati da una quota di minoranza a una di maggioranza. Qui sono coinvolti settori strategici della nostra regione: il turismo, l’accoglienza, l’organizzazione dei trasporti, che non possono essere appannaggio di un privato. Credo, però, che siano margini per porre rimedio perché, vado a memoria e devo ancora verificare alcuni passaggi, esistono sbarramenti normativi che consentono di rivedere tutto quanto».

Azioni evaporate

Il ribaltone negli assetti societari, ha visto lievitare le percentuali di Lamezia Sviluppo dal 29% al 51% – rendendo la scalata un gioco da ragazzi. Il neo governatore Roberto Occhiuto ieri ha tuonato: «Il mio governo vorrà andare fino in fondo alla questione» chiamando a raccolta le autorità di controllo e tirando una frecciata a Giulio De Metrio, a capo dell’ente dal luglio del 2020.

Per quanto riguarda la provincia bruzia una piccola percentuale è stata persa dalla Provincia di Cosenza (dall’1,7% al 0,99% mentre la Camera di Commercio di Cosenza ha mantenuto inalterata la propria quota risicata dello 0,28% investendo 27.918 euro per 54 azioni.

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