giovedì,Dicembre 2 2021

Il cast di “Ostaggi” a Rende. La regista: «Non vedo l’ora di tornare qui» – FOTO

Proiettato al Garden il film di Eleonora Ivona girato tra la città d'oltre Campagnano e Cosenza un anno fa

Il cast di “Ostaggi” a Rende. La regista: «Non vedo l’ora di tornare qui» – FOTO

Dopo una lunga attesa, intorno alle otto di ieri, sono arrivati gli “Ostaggi” al cine teatro Garden di Rende. A rappresentare il cast del film diretto da Eleonora Ivona alla sua prima regia (si è anche ritagliata una parte) Gianmarco Tognazzi con la figlia Andrea Viola, Elena Cotta, Jonis Bashir. Niente red carpet per gli attesi Francesco Pannofino (impegnato sul set del nuovo “Boris” ha inviato un vocale di saluto) e Vanessa Incontrada anche lei lontana per impegni lavorativi. La regista, accompagnata dal marito e produttore Angelo Longoni, ha voluto ringraziare la città: «È stato bellissimo lavorare qui e non vedo l’ora di tornare». Tognazzi ha parlato dell’emozione di recitare accanto a sua figlia, la dolcissima Andrea Viola. «Ora capisco perché mio padre teneva che ci fossi anche io sui suoi set, è stato un modo per stare insieme, recuperare un po’ di tempo perduto». Elena Cotta, attrice teatrale di lungo corso, che tutti hanno chiamato amorevolmente la “principessa”, quasi commossa ha voluto ringraziare la città. «Sono stata davvero benissimo – ha detto -. Chiamatemi ancora».

In platea anche Oliverio

Il film, girato in piena pandemia, le cui riprese sono terminate proprio un anno fa, è stato ambientato interamente tra Rende e Cosenza. Posti a sedere quasi tutti esauriti ieri sera, tra le fila anche l’ex presidente della regione Mario Oliverio seduto accanto alla compagna Adriana Toman. La serata è stata anche l’occasione per presentare ufficialmente la nuova filiera del cinema all’interno di Confapi e del suo responsabile di settore, Pasquale Arnone. Insieme al vicepresidente nazionale, Francesco Napoli, hanno parlato del cinema e delle sue opportunità coinvolgendo anche Alfredo De Luca, direttore artistico Rende Teatro Festival.

La recensione del film

Ma andiamo al film. In sintesi la storia racconta di un imprenditore (Tognazzi), vessato dalla burocrazia e piegato dai debiti, che si improvvisa rapinatore. Finirà tallonato dalla polizia e costretto a dividere l’angusto spazio di una panetteria, in cui ripara col bottino, con una prostituta, un immigrato senza permesso di soggiorno, un’anziana sofferente e un fornaio un po’ razzista.

Premessa scontata: le commedie sono tra i generi più difficili da scrivere. È un assioma. Approcciarsi al genere, con l’intenzione di fare bene, quasi una follia. Serve un’idea originale o, se si tratta di un adattamento, di una scrittura superba, di dialoghi che suonano alla perfezione, di atmosfera o di un autore trainante che sappia improvvisare. Esempi italiani riusciti: “Smetto quando voglio”, tanto per fare una citazione. Ecco, formula non nuova ma declinata bene. Ancora: “Basilicata Coast to Coast”, bellissima commedia. “Boris il film” una chicca. Qualcuno lo diceva: far ridere è più complicato che far piangere, tanto che non è inusuale che grandi attori comici abbiano regalato al mondo performance drammatiche indimenticabili. Intanto. Il film della Ivona non è ben collocabile, non è black comedy, non è proprio comedy, non è un dramma. Cos’è?

L’idea della rapina con ostaggi ha alimentato un sacco di film, alcuni molto amati, altri capolavori (“Cadillac man” “Quel pomeriggio di un giorno da cani” e via discorrendo), e fare di meglio è complicato. Possibile ma complicato. Ma non è questo il caso. Gli attori del cast sono bravi attori e fanno quello che possono ma i personaggi che gli hanno cucito addosso non stanno in piedi, boccheggiano. Le location, riconoscibili dal pubblico in sala, hanno stuzzicato la “commenteria” post visione, rivedere la piazza dove si passeggia ogni giorno, la strada che si percorre di mattina, per una città non abituata ai set, stimola l’effetto curiosità, ma c’è poco altro. Non bastano due battute e una citazione a tenere solido un impianto che sta su con una stampella incerottata. Fare commedia è una cosa seria.