giovedì,Dicembre 2 2021

Straface: «Giornata contro la violenza sulle donne non sia uno sterile cerimoniale»

Pasqualina Straface, consigliere regionale di Forza Italia, ringrazia le donne-coraggio che si rivolgono alle Forze dell’ordine per denunciare i loro aguzzini

Straface: «Giornata contro la violenza sulle donne non sia uno sterile cerimoniale»

«Il prossimo 25 novembre ricorre, com’è noto, la Giornata internazionale per l’eliminazione contro la violenza sulle donne. Un momento significativo, data istituzionalmente celebrata e riconosciuta come occasione per fermarsi, tutti insieme, e riflettere su quello che è stato fatto e su ciò che occorre ancora fare per mettere fine a questo massacro ormai quotidiano.

Anche gli ultimi giorni confermano, purtroppo, il terribile trend: donne quasi sempre uccise da mariti, fidanzati o ex compagni, che spesso non risparmiano neppure la vita ai propri figli, bambine e bambini la cui unica ‘colpa’ è quella di essere nati da uomini che non si rassegnano alla fine di una storia d’amore o che, peggio ancora, non hanno mai amato, scambiando l’istinto primordiale del possesso con quello che, invece, avrebbe dovuto essere la più alta e libera manifestazione di un sentimento».

È quanto dichiara, in una nota, l’onorevole Pasqualina Straface, consigliere regionale di Forza Italia. “La Giornata del 25 novembre non può e non deve trasformarsi in sterile cerimoniale o retorica dell’antiviolenza ma, al contrario, può e deve essere motivo fondante di un corale impegno, di uno sforzo condiviso ad agire congiuntamente per addivenire all’obiettivo finale: liberare le donne da qualsivoglia angheria, sopruso, violenza fisica e/o psicologica. Ciascuno per la propria parte deve fare il possibile – dichiara Straface – per fare “rete”, ossia per meglio veicolare e diffondere la sinergica protezione delle donne vittime di violenza; tutte le agenzie educative e formative operanti nelle singole realtà locali (famiglia, scuola, Chiesa, associazioni, istituzioni) sono chiamate a migliorare la cooperazione e il dialogo per tutelare quante decidono, con il basilare strumento della denuncia, di dire basta a questo ignobile trattamento.

Non posso che rivolgere, a tal proposito, un sentito ringraziamento a tutte le Forze dell’ordine presenti sui territori di pertinenza, impegnate ogni giorno in un’opera che non contempla la sola attività di repressione, di concerto con l’Autorità Giudiziaria, ma anche nell’ascolto e nel confronto, sempre più specializzato e qualificato, con tutte le cittadine che subiscono violenze. Altresì, da donna che si batte quotidianamente per l’affermazione dei diritti civili e del rispetto delle libertà individuali, mi rivolgo, esprimendo loro solidarietà e sostegno, a tutte coloro che amo
definire “donne-coraggio”, vere e proprie eroine del nostro tempo, poiché, superando comprensibili timori e incertezze, si rivolgono alle Forze dell’ordine per denunciare i loro aguzzini, liberandosi da un inaccettabile stato di soggezione».

«Molto, tuttavia, occorre ancora fare. Nel solo anno 2020 – ricorda Straface – sono state ben 91 le vittime di femminicidio in Italia, 81 delle quali avvenute in ambito domestico e/o familiare, con una escalation di violenze fisiche e psicologiche registrate e migliaia d’accessi ospedalieri per ricorrere alle cure, addirittura 19mila.
Di qui il mio appello all’unità d’intenti e l’adesione totale, come cittadina e rappresentante di tali istanze all’interno del Consiglio regionale della Calabria, a qualsivoglia iniziativa istituzionale utile per contribuire a debellare questo fenomeno e ogni altro comportamento disumano e prevaricatore».