sabato,Marzo 2 2024

Da Cosenza alla cucina di un famoso hotel in Germania: la storia di Giuseppe, migrante per amore

Il giovane racconta la sua esperienza personale e professionale in un post su Facebook: «Sono partito per la mia ragazza che è diventata mia moglie. Ora sono lo chef dell'albergo che ospitò la Nazionale nel 2006»

Da Cosenza alla cucina di un famoso hotel in Germania: la storia di Giuseppe, migrante per amore

Dal centro storico di Cosenza alla Germania, dove lavora come chef in un famoso hotel che nel 2006 ha anche ospitato la Nazionale italiana. Ma quella di Giuseppe Giordano non è la classica storia, molto frequente alle nostre latitudini, di chi lascia la propria terra per lavoro. «Sono partito per amore, per la mia ragazza che è diventata mia moglie», scrive in un post su Facebook rilanciato sulla pagina “Il senso del tempo, il valore di un posto. Cosenza”.

Giuseppe Giordano, «nato alla Garrubba e cresciuto tra la Massa e lo Spirito Santo», racconta la sua storia di migrante per amore che inizia il 17 settembre 2010. «Era di venerdì», ricorda. Dopo un diploma all’istituto alberghiero e l’esperienza lavorativa in un locale di Campora San Giovanni dove si è «fatto le ossa», Giovanni parte per la Germania per inseguire l’amore.

«Ora sono qui e non mi posso lamentare», scrive dicendo di essere contento della sua vita nonostante gli alti e bassi che tutti hanno nella propria vita. «Ho fatto tante esperienze, la gastronomia è diversa da giù però si fa anche qua una buona gastronomia».

Giuseppe Giordano racconta di aver anche avuto un locale gestito in proprio «che faceva molto la nostra cucina», esperienza che poi si è chiusa a causa di incomprensioni con il proprietario della struttura. «Per fortuna sono riuscito a farmi un nome. Il lavoro non mi manca anche perché lo faccio con tanta passione», racconta ancora.

Poi la svolta: «Ora sono lo chef di cucina di uno degli hotel più famosi in Germania, Hotel Landhaus Milser dove ha soggiornato la nostra nazionale nel 2006». L’anno, appunto, del mondiale tedesco che consegnò agli Azzurri la Coppa del mondo. «Uno dei proprietari è calabrese – scrive Giordano –, inoltre ho preso la licenza per andare a cucinare a casa delle persone e per fare cene e buffet privati e consulenze per aprire nuovi locali, fare nuovi menù e sono anche molto contento».

Ma Giuseppe non dimentica la sua Cosenza. «È bello quando ritorno giù perché mi ricorda il mio passato». Anche in Germania, dice, incontra molti calabresi e la mancanza, nonostante le soddisfazioni, si fa sentire. Assieme ai problemi della nostra regione che Giuseppe continua a sentire sulla propria pelle: «La cosa che mi fa male della mia terra», scrive, è «che tanti non ce la fanno e devono partire per lavoro». Mentre la Calabria arranca tra mille difficoltà.

«Io sono nato nella Garrubba e cresciuto tra la Massa e lo Spirito Santo, i miei sono nati anche nel centro storico», conclude Giuseppe Giordano, «spero di vedere la mia terra più in alto possibile e al più presto, perché essere italiani è un’arte e siamo come la Gioconda, unici nel nostro modo di essere e di fare».