domenica,Gennaio 23 2022

Rende, la Federazione riformista attacca Manna e il Sasus: «Otto anni di gestione fallimentare»

Al centro della polemica un progetto di mobilità sostenibile da 2 milioni di euro

Rende, la Federazione riformista attacca Manna e il Sasus: «Otto anni di gestione fallimentare»

«C’era una volta il Pit 8-Serre cosentine, un aggregato di 16 comuni con Rende come capofila, poiché Giacomo Mancini, allora sindaco di Cosenza, rinunciò a ricoprire il ruolo di presidente e propose Sandro Principe, sindaco di Rende». Comincia così il comunicato con cui la Federazione riformista di Rende attacca l’attuale gestione del Sasus.

«Il Pit – si legge – elaborò un programma innovativo affinché la ricerca dell’Unical fosse utilizzata dalle imprese nei settori farmaceutico e dei materiali edilizi e per favorire il turismo culturale e l’artigianato artistico nei centri storici. Inoltre, era prevista la ristrutturazione e l’utilizzo dell’opificio ex Zagarese di Surdo di Rende per il distretto del cibo. In ogni caso, il Pit 8 realizzò molti interventi come ad esempio il lungo fiume Campagnano in Castrolibero, il recupero del borgo storico della frazione Motta di Domanico, la ristrutturazione di Palazzo Sersale a Cerisano, delle piscine di Castiglione Cosentino e di parte dell’ex Crai a Rende per ospitare start-up».

«La gestione del Pit – prosegue la Federazione riformista – lasciò al Sasus, suo erede, oggi presieduto dal sindaco di Rende recordman di incarichi, un tesoretto di 770.000,00 € utilizzato prevalentemente per assunzioni per l’esercizio di discutibili funzioni, e per altro che nessuna traccia ha lasciato a beneficio delle comunità. Questo “encomiabile consuntivo” del Sasus ha impegnato ben otto anni di attività; un consuntivo assolutamente fallimentare».

«Oggi il Sasus – si aggiunge – si ripresenta in pista in “pompa magna”, annunciando un meraviglioso progetto di “mobilità sostenibile”, con l’acquisto di bici ed auto elettriche con un investimento di ben 2 milioni di euro. A parte ogni valutazione di merito, registriamo che Manna si è affrettato a chiarire che non “ci sono i fondi”, chiedendo aiuto ad Occhiuto ed a Iacucci che, peraltro, presiede un ente privo di risorse e, per giunta, si trova in una condizione di incompatibilità».

Conclude la nota: «Considerato il diluvio di annunci con cui Manna (quale? il sindaco, il presidente di Sasus, di Ato Cs, dell’Aic o dell’Anci Calabria?) ha inondato giornali e tv, vien spontaneo chiedersi: sarà il solito proclama dopo ben otto anni in cui l’encefalogramma del Sasus è risultato piatto? Già nell’antichità (Tucidide ateniese V sec. a.C.) era stato osservato che alcuni demagoghi si segnalavano per credere alla propaganda che essi stessi producevano».