domenica,Maggio 29 2022

Al teatro Rendano il Barbiere di Siviglia incassa il primo sold out della stagione

Punto di forza di questo allestimento è stato il cast vocale, costituito quasi interamente da giovani in carriera che hanno già debuttato il ruolo nei più importanti palcoscenici italiani ed europei

Al teatro Rendano il Barbiere di Siviglia incassa il primo sold out della stagione

Si sono riaccesi i riflettori sull’opera lirica al Teatro Rendano di Cosenza con il primo sold out registrato sino ad ora tra tutti gli spettacoli dalla ripresa dopo la pandemia. Evento di spicco della programmazione di “Torniamo all’Opera”, la stagione lirico-sinfonica e concertistica promossa, dall’Associazione “Orfeo Stillo” (direttore artistico il maestro Luigi Stillo e direttore organizzativo Giusy Ferrara) e dal Teatro Rendano, è stata l’opera “Il Barbiere di Siviglia” di Gioachino Rossini, andato in scena ieri sera. Un’operazione particolarmente impegnativa e molto attesa che ha riportato, dopo diverso tempo, la produzione operistica al Teatro Rendano.

L’opera è stata diretta da una bacchetta d’eccezione, il maestro Daniele Agiman, direttore di respiro internazionale e direttore artistico e principale dell’Orchestra Sinfonica Rossini di Pesaro che ha preso per mano la giovane ma già di altissimo livello, come da lui dichiarato, Orchestra del Mediterraneo “San Francesco di Paola”.

Il maestro Agiman: «Il mondo della musica sente la mancanza del Rendano»

Agiman è una vecchia conoscenza del “Rendano” di Cosenza per avervi diretto nel 2008 una versione di “Tosca” di Giacomo Puccini e, nel 2009, “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo. «Il mondo della musica sente la mancanza della lirica al Rendano, spero che questo sia il primo passo verso la ripartenza» ha detto il maestro. La regia è stata, invece di Daniele Piscopo, figura poliedrica della scena artistica italiana che proviene da una lunga esperienza di cantante (baritono) e che, mettendo a frutto anche i suoi studi e le sue ricerche nel campo dell’arte, soprattutto contemporanea, si è dedicato con successo ed unanimi apprezzamenti alla regia lirica. Pur essendo molto legato alla tradizione e dichiarandosi pienamente rispettoso della partitura, scritta nel 1816, il regista (anche autore del progetto scenico) spiega le ragioni che lo hanno spinto a mettere in scena “Il Barbiere di Siviglia” con un pensiero rivolto soprattutto ai giovani.

«Per favorire l’approccio di chi si accosta alla visione di un’opera per la prima volta – spiega Piscopo – ho utilizzato sì elementi scenici assolutamente teatrali, con pedane molto schematiche e molto in voga nel teatro classico, dove, ho, però, adagiato degli elementi assolutamente tradizionali con un richiamo al colore blu, che per me è il colore per eccellenza degli elementi scenografici ed anche cromatici. Per far sì che l’allestimento risultasse più accattivante ho giocato su questo forte richiamo cromatico che evoca da vicino la concezione dell’azulejos che è la decorazione tipica di Siviglia. I costumi, bellissimi, invece, riflettono la tradizione». Quando un’opera poi si mette in scena da regista che, è più facile porre il cantante nelle condizioni di poter cantare nel modo più corretto e giusto possibile. Avendolo provato su me stesso e sapendo cosa vuol dire cantare arie impegnative come quelle di Bartolo (tra quelle più difficili del repertorio buffo) ho saputo costruire sul cantante che interpreta Bartolo, Matteo D’Apolito, che è un bravissimo interprete, una scena che è stata di altissimo gradimento per il pubblico».

E a proposito di cantanti, un altro punto di forza di questo allestimento è il cast vocale, costituito quasi interamente da giovani in carriera che hanno già debuttato il ruolo nei più importanti Teatri italiani ed europei e che hanno interpretato magistralmente sul palcoscenico del Rendano i loro ruoli: Anna Doris Capitelli è stata Rosina, Gianni Giuga (Figaro), Enrico Iviglia (il Conte D’Almaviva), Matteo D’Apolito (Don Bartolo), Luca Gallo (Don Basilio), Giorgia Teodoro ( Berta) e Antonio Fratto (Fiorello), Daniele Fabio, (suonatore di chitarra) e Antonio Chiriaco (Ambrogio).

«Tutti giovani meravigliosi – dice di loro Daniele Piscopo -. Tutti trentenni in carriera, veramente lanciatissimi e per un “Barbiere di Siviglia” ci vogliono i giovani perché c’è un’energia giustificata anche dal periodo buio che gli artisti hanno attraversato a causa della pandemia e delle chiusure dei teatri e quindi ritornare sul palcoscenico ora ha qualcosa di veramente liberatorio. E il pubblico ha percepito questa voglia di rinascita». Il Coro Lirico “Cilea” è stato diretto da Bruno Tirotta.

La “prima” del 3 dicembre è stata preceduta, giovedì 2 dicembre, dalla matinée riservata alle scuole, che ha ottenuto un successo incredibile, vedere il Teatro gremito di studenti provenienti da tutta la regione, in particolare Licei Musicali e Scuole medie ad indirizzo musicale, attenti, entusiasti, tributare scroscianti applausi è stata una vera emozione per tutti, oltreché un segno di speranza per il futuro della musica e dell’Opera.

L’Orchestra del Mediterraneo per la matinée del 2 dicembre è stata invece guidata dal giovane direttore d’orchestra Alfredo Salvatore Stillo, fondatore e suo direttore artistico e principale. Il maestro Luigi Stillo e Giusy Ferrara hanno manifestato grande soddisfazione per il risultato ottenuto con questo delizioso Barbiere, in cui tutti gli elementi hanno combaciato per una produzione che certamente si ricorderà. – Rivedere il Teatro pieno, illuminato a giorno, il pubblico delle grandi occasioni: il Sindaco, il Prefetto, tante personalità del mondo della cultura e dell’imprenditoria, con gli occhi che brillavano, ci ha ripagato delle tante fatiche -. La programmazione della Stagione Torniamo all’Opera continuerà con altre pregevoli produzioni fino alla fine dell’anno.