lunedì,Gennaio 17 2022

Cosenza, la mostra sull’amianto chiude i battenti: il bilancio del presidente sui dieci anni di attività dell’Ona (VIDEO E FOTOGALLERY)

Ancora visitabile fino a domani l'esposizione allestita dall'associazione per celebrare il suo decennale. Infusini: «Ecco i risultati delle nostre battaglie, ma c'è ancora tanto da fare»

Cosenza, la mostra sull’amianto chiude i battenti: il bilancio del presidente sui dieci anni di attività dell’Ona (VIDEO E FOTOGALLERY)

A fare maggiore impressione sono gli oggetti di uso quotidiano: il thermos, l’asciugacapelli, il ferro da stiro. Sono tra i protagonisti della mostra sull’amianto allestita dall’Ona Cosenza nella sua sede del capoluogo, al primo piano dell’edificio “I due fiumi”. Così l’associazione di volontariato, molto attiva in provincia ma anche a livello regionale sulle tematiche ambientali – in primis quelle connesse alla diffusione di questo pericoloso materiale, ma non solo – ha voluto celebrare i suoi primi dieci anni.

L’esposizione è stata inaugurata il 20 novembre scorso alla presenza, tra gli altri, del vicesindaco Maria Pia Funaro, e sarà visitabile ancora fino a domani. Oltre agli oggetti contenenti amianto, utilizzati in un passato non troppo lontano in tante attività lavorative ma anche in ambito domestico, diversi cartelloni informativi sui vari aspetti della problematica. Ma anche le tante pubblicazioni, video e una sfilza di foto che testimoniano l’instancabile attività dei volontari Ona nel corso di questi dieci anni.

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«Volevamo dare un segno tangibile di quello che è il problema amianto sul territorio calabrese e non solo – dice Giuseppe Infusini, presidente e cofondatore (assieme a Beniamino Falvo) dell’Ona Cosenza –. Abbiamo pensato di arricchire la celebrazione del nostro decennale portando dei reperti. Le persone che sono venute sono state entusiaste e molto incuriosite».

Un anniversario dunque che fuoriesce dalla mera celebrazione delle cose fatte e diventa occasione per fare, ancora una volta, quello che l’Ona sa fare meglio: stare tra la gente, informare, sensibilizzare e offrire la propria esperienza per trovare soluzioni concrete a un problema di inquinamento ambientale che – a distanza di tanti anni dalla messa al bando dell’amianto – continua a sortire i suoi effetti letali.

Passi avanti, in dieci anni di lotte sul territorio, ne sono stati fatti. Anche se tra non poche difficoltà. «Questa – sottolinea Infusini – è una battaglia culturale, quindi le conquiste sono lente. Noi abbiamo iniziato la nostra attività su un territorio in cui la problematica era completamente sconosciuta, portando avanti una lunga campagna di sensibilizzazione e informazione nelle scuole e nelle istituzioni».

Tanti i progetti realizzati proprio con gli studenti, che si sono resi protagonisti di vere e proprie attività di indagine sul campo. E poi il traguardo degli Sportelli amianto, aperti in diversi comuni della provincia negli ultimi due anni proprio grazie all’attività di promozione e supporto alle amministrazioni offerte dall’Ona. Un obbligo, questo, previsto dalla legge regionale 14/2011 ma a lungo privo di adempimenti sul territorio. Così come tante altre prescrizioni rimaste per diverso tempo (e alcune tuttora) lettera morta.

«Abbiamo anche collaborato con la Regione Calabria – ricorda Infusini – facendo sì che il Prac (Piano regionale amianto Calabria, ndr) prevedesse tra le altre cose degli incentivi da concedere ai privati per le bonifiche. Poi c’è il discorso della mappatura e del censimento e grazie al telerilevamento che la Regione ha fatto dopo tanti anni possiamo fare dei confronti sul territorio e stabilire le priorità».

Ma, accanto alle conquiste, ci sono obiettivi ancora di là da raggiungere. «L’interazione con la Regione è molto complicata – lamenta il presidente dell’Ona Cosenza –, forse le associazioni non vengono tenute in grande considerazione. Noi abbiamo sempre cercato di interagire e ci siamo riusciti nel periodo in cui siamo stati parte dell’Unità speciale amianto nella fase di redazione del Prac. Adesso ci riesce un po’ difficile, in parte anche per gli avvicendamenti che ci sono stati».

Resta, quindi, molto da fare. «La Regione – afferma ancora Infusini – è intervenuta sotto spinta nostra e dei sindaci nelle bonifiche dei capannoni dell’ex Fil di Santa Caterina Albanese e dell’ex Russo Pavimenti a Rose. Sono stati interventi che sono stati portati a termine dopo tante insistenze. Ma ancora c’è tanto da fare. In provincia di Cosenza e non solo ci sono tante strutture dismesse piene di amianto. La Regione dovrebbe attivarsi non solo a livello finanziario, ma anche con delle disposizioni di carattere normativo per dare ai Comuni, per esempio, la possibilità di creare le condizioni per gestire le bonifiche attraverso delle manifestazioni di interesse».

Gli strumenti da mettere in campo ci sono e l’Ona, come sempre, ribadisce la sua disponibilità a collaborare con le istituzioni per portare avanti una battaglia congiunta che è nell’interesse di tutti.

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