martedì,Agosto 9 2022

San Nicola Arcella, il sindaco sospende l’attivazione delle antenne 5G

Il primo cittadino Eugenio Madeo ha deciso di accogliere le istanze dei cittadini preoccupati per i dubbi effetti sulla salute della nuova tecnologia

San Nicola Arcella, il sindaco sospende l’attivazione delle antenne 5G

«Considerate le numerose perplessità e preoccupazioni per i possibili effetti dannosi sulla salute della nuova tecnologia 5G», il Comune di San Nicola Arcella, con ordinanza n° 178 del 16 dicembre 2021, sospende, in via cautelativa, ogni tipo di sperimentazione o attivazione della suddetta tecnologia su tutto il territorio comunale. Il documento è a firma del sindaco della cittadina altotirenica Eugenio Madeo.

Le preoccupazioni dei cittadini

«Al livello locale – si legge nell’ordinanza -, numerosi cittadini hanno attenzionato a questa amministrazione la problematica in oggetto, rappresentando, i dubbi effetti sulla salute che potrebbero derivare dall’installazione delle antenne 5G, sollecitando dunque l’amministrazione comunale a considerare le incertezze di carattere sanitario correlate all’introduzione della tecnologia in argomento». Pertanto, «questa amministrazione intende accogliere le sopra dette istanze e ben consapevole della crescente preoccupazione che l’installazione delle antenne per la tecnologia 5G sta destando in parte della cittadinanza, allo scopo di esaminare serenamente la questione sotto un profilo puramente scientifico, senza farsi in alcun modo influenzare dalle tante fake news che oggi circolano e rischiano di creare allarmismi del tutto disancorati da valide basi scientifiche».

Le motivazioni della decisione

La decisione del sindaco Madeo sarebbe dettata da forti motivazioni: «Secondo la prevalenza degli scienziati – riporta il documento – sono necessari ulteriori studi per esplorare in modo più approfondito e indipendente gli effetti sulla salute dei campi elettromagnetici a radiofrequenza in generale e delle microonde millimetriche del 5G in particolare». Poi, si legge ancora: «Tuttavia, i risultati disponibili appaiono essere sufficienti per dimostrare l’esistenza di effetti biomedici, per invocare il principio di precauzione, per definire i soggetti esposti come potenzialmente vulnerabili e per rivedere i limiti esistenti; difatti, già l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza nel gruppo 2B, ossia come possibili agenti cancerogeni».