lunedì,Gennaio 17 2022

Memoria collettiva e decoro urbano: i murales nel borgo di Cropalati

Per le vie del borgo, in questi giorni sta prendendo vita “l'albero dei romanzi”, una serie di rappresentazioni murarie che rievocano i lavori contadini e artigiani di un tempo

Memoria collettiva e decoro urbano: i murales nel borgo di Cropalati

Conservazione della memoria collettiva e decoro urbano: sono queste le finalità dell’attività di valorizzazione sociale portata avanti dall’Associazione Lo Specchio a Cropalati che da anni si adopera a organizzare eventi culturali e iniziative sociale per il bene della comunità. Per le vie del borgo, in questi giorni sta prendendo vita “l’albero dei romanzi”, una serie di rappresentazioni murarie che rievocano i lavori contadini e artigiani di un tempo. Il titolo vuole omaggiare il grande ulivo secolare sotto al quale, al termine della loro giornata di lavoro, le raccoglitrici di olive si radunavano per alleviare le fatiche con la condivisione di aneddoti e racconti.

Il primo lavoro è stata la rappresentazione delle raccoglitrici di olive, un trittico realizzato nella parte sottostante alla villetta comunale in alcuni archi in pietra precedentemente realizzati per il decoro della parete rocciosa che sostiene la strada cittadina. In ognuno di questi spazi, forniti di una cornice naturale, sono state rappresentate le scene tipiche della giornata delle raccoglitrici: il primo momento le dipinge mentre sono piegate sotto gli alberi a raccogliere da terra i chicchi di olive; il secondo riquadro raffigura il trasporto dei sacchi dei cosiddetti tumuli, caricati sulle spalle e trasportati fino al luogo di consegna; la terza scena è il momento del riposo: le donne, al termine della giornata, si rilassano prima di tornare a casa con balli e danze durante le quali cantano allegramente e si disfano delle fatiche della giornata.

La generosità dei cittadini

Questo primo lavoro murario è stato possibile grazie al contributo dei soci dell’associazione. Dopodiché, una volta iniziati i lavori, è partita una campagna di sensibilizzazione spontanea da parte dei cittadini che hanno voluto dare il proprio contributo e avviare il lavoro di ulteriori murales. È anche partita una campagna social per la raccolta di fondi alla quale hanno aderito numerosi cropalatesi che vivono all’estero. Ecco che subito dopo si è proceduto all’individuazione di ulteriori spazi nel centro cittadino per la rappresentazione di altri mestieri di una volta. L’artista incaricato è il cirotano Giuseppe Capoano, pittore e affreschista, che si è già cimentato nell’arte muraria in altri centri, come a Cariati. La seconda sequela narrativa continua con il lavoro delle donne, le lavoratrici dell’uncinetto, e si arricchisce di ulteriori azioni laboriose di un tempo: l’intrecciatore di giunchi per la realizzazione di cesti in vimini, e l’artigiano che confeziona le scarpe, il cosiddetto “scarparo”. È in quest’ultima rappresentazione che è stato ripreso un elemento tipico dei tempi della guerra e dei periodi di povertà: quando la disponibilità economica non era sufficiente a garantire calzari per tutti, con le rimanenze del cuoio o ancora peggio con gli scarti degli pneumatici e un laccio nella parte sovrastante si realizzavano le cosiddette “calandrelle”, le scarpe dei poveri, di colori quali non potevano permettersi l’acquisto di una scarpa confezionata per intero. «Siamo felici di tanta generosità» ha commentato il presidente dell’associazione Fabrizio Grillo «Siamo partiti autonomamente tassandoci tra soci ma ben presto abbiamo ricevuto non solo apprezzamento per il nostro operato ma anche sostegno economico, e questo ci ha gratificato per il grande lavoro svolto. Ringraziamo l’artista Giuseppe Capoano che con serietà e professionalità sta realizzando delle opere d’arte che resteranno a memoria della nostra comunità» ha concluso il presidente.

L’impegno dell’amministrazione comunale

I lavori murari sono stati realizzati grazie alla disponibilità del comune che non solo ha dato gli spazi pubblici concesso per l’utilizzo, ma anche affrontato le spese di preparazione delle pareti alla ricezione delle pitture. Infatti, per evitare che l’umidità potesse in poco tempo rovinare l’opera artistica, si è proceduto all’impostazione di un cappotto murario che creasse una pellicola protettiva del muro interno con l’esterno. Dopodiché è stato applicato un intonaco sul quale gli smalti usati dall’artista sono stati impressi senza difficoltà. I trompe l’oeil presentano una tecnica monocromatica sul seppia per evocare il sapore antico del passato. È in programma l’uso del colore solo per alcuni dei riquadri realizzati allo scopo di evidenziare alcuni dettagli delle azioni rappresentate.