lunedì,Gennaio 17 2022

Crisi politica a Paola, il clima si fa rovente tra Perrotta e Di Natale

I rapporti con il sindaco, in realtà, si sarebbero incrinati molto prima e la prova sarebbero le dimissioni del giovane avvocato paolano dall'incarico di presidente del consiglio

Crisi politica a Paola, il clima si fa rovente tra Perrotta e Di Natale

«Ma magari qualcuno gli tappasse la bocca, eviteremmo di sentire meno ca***e pazzesche». Il commento è apparso nelle scorse ore sui social da un utente la cui identità è stata celata, mentre il destinatario è Graziano Di Natale, ex presidente facente funzioni della Provincia di Cosenza ed ex consigliere regionale di sinistra, attualmente consigliere comunale nella città di San Francesco.

Il commento non è solo lo scritto di uno dei tanti odiatori che ogni giorno affollano il web, ma il simbolo di una città ormai frammentata e che intende la politica come un campo di calcio di periferia e che di quel mondo eredita modi e comportamenti, mentre la politica, quella che davvero ha qualcosa da spartirsi, continua a fare accordi sottobanco per salvare facce e conti e correnti.

Ecco cosa è successo

Per capire cosa sta accadendo in questi giorni a Paola è doverosa una premessa. Alle scorse elezioni comunali del 2017, l’attuale sindaco Roberto Perrotta e Graziano Di Natale, papabile candidato a sindaco, erano scesi a patti per andare in un’unica direzione e cristallizzare la vittoria. Di Natale avrebbe fatto un passo indietro, per concentrarsi sull’incarico da consigliere provinciale, così da consentire a Perrotta di essere eletto per la terza volta alla guida della città. Quasi tre anni dopo, Di Natale viene eletto in consiglio regionale, ma ci rimane poco.

La sorte funesta, ad ottobre di un anno e mezzo fa, si porta via la presidente Jole Santelli e i calabresi sono costretti a tornare alle urne. Stavolta Di Natale, pur confermando il suo consenso, non riesce a centrare l’obiettivo. Perrotta non lo avrebbe supportato abbastanza, o niente affatto, favorendo addirittura altri candidati al consiglio regionale, e da quel momento comincia a farsi largo l’ipotesi di una crisi politica.

Di Natale furioso con Perrotta?

Di Natale furioso forse sì, ma non per il mancato sostegno alle scorse elezioni regionali. Almeno, non solo per quello. I rapporti con Perrotta, in realtà, si sarebbero incrinati molto prima e la prova sarebbero le dimissioni del giovane avvocato paolano dall’incarico di presidente del consiglio, fatto avvenuto addirittura nel settembre del 2020. L’epilogo sarebbe stato provocato da progetti comuni sfumati e diversità di vedute politiche. 

Perrotta, da quel momento in poi, non avrebbe più nascosto le simpatie per il centro destra e la nuova unione sarebbe stata suggellata ufficialmente la scorsa estate, quando il sindaco paolano ha accolto in città, con tanto di buffet, l’assessore Fausto Orsomarso, che non si presentò certo a mani vuote. In quella occasione, durante un consiglio comunale, l’assessore consegnò alla comunità un assegno da 20milioni di euro di soldi pubblici per finanziare il progetto del porto cittadino. Quello, secondo i beninformati, è stato il punto di non ritorno per Perrotta e Di Natale. Quest’ultimo, poi, non ha mai nascosto i dubbi sulla sulla validità del progetto.

Paola Pd Psi
Perrotta, sindaco di Paola

Patto tra Perrotta e centrodestra?

Il patto, se c’è, sarebbe stato suggellato con Forza Italia e Progetto Democratico, che di fatto hanno salvato il sindaco dalla mozione di sfiducia già pronta per essere sottoscritta innanzi a un notaio da undici consiglieri comunali. Gli esponenti delle due fazioni politiche, invece, non l’hanno firmata, nonostante Perrotta non abbia più la maggioranza in termini di numeri. Basta questo a parlare di accordi sottobanco? Ovviamente no, ma Di Natale ha sollevato un’altra questione, quella che poi avrebbe scatenato l’ira dei perrottiani.

Di recente, e nel bel mezzo dell’emergenza sanitaria, è stato convocato d’urgenza un consiglio comunale per eleggere il presidente dei Revisori dei Conti. Una poltrona da mille euro al mese. Di Natale lo ha definito sui social un altro atto del «patto scellerato» tra destra e sinistra. Per sapere a chi toccherà l’incarico e se la decisione ha effettivamente una qualche “matrice” politica, bisognerà attendere ancora qualche settimana; nel frattempo Di Natale continua ad essere attaccato con una sequela di commenti dal retrogusto amaro, tra cui quello citato all’inizio, “reo” di aver sollevato dubbi sull’episodio.

La reazione di Di Natale

«La strategia è quella della delegittimazione – scrive di Natale, commentando l’accaduto -, di fermarmi, costi quel che costi. Pezzi di sinistra e di destra tramano sfruttando la disattenzione di tanti perché presi dall’emergenza pandemica. Infatti, mentre ci occupiamo dei problemi seri della gente, chiusa in casa senza assistenza, c’è chi pensa ad altro. E dovrei stare anche zitto, in silenzio! Ma noi siamo gente che conosce la strada e continuerà a denunciare e lavorare sempre dalla stessa parte. Dalla parte giusta».

Se così fosse, non sarebbe la prima volta che Di Natale si troverebbe a fronteggiare una campagna di odio e fango. Ma lui ha imparato bene e gestire certe situazioni e proprio per questo tempo fa ha coniato (con tanto di registrazione del marchio), la frase “Io non mollo“, diventato, oltre che il suo motto politico, uno stile di vita.