martedì,Agosto 9 2022

«Le società di Ferrero in dissesto finanziario ed economico immane»

Ecco le motivazioni della conferma del sequestro preventivo delle due aziende riconducibili all'ex presidente della Sampdoria

«Le società di Ferrero in dissesto finanziario ed economico immane»

Il collegio dei giudici, presieduto dal presidente Paola Lucente (Francesco Luigi Branda a latere, Urania Granata relatore) ha confermato il sequestro preventivo della società “Eleven Finance Srl in liquidazione“, riconducibile secondo la procura di Paola, all’ex patron della Sampdoria, Massimo Ferrero.

Per il tribunale del Riesame di Cosenza, sezione misure reali, nel caso di specie, trova applicazione il cosiddetto fumus delicti, in quanto «dalla complessa attività d’indagine è emerso come l’attività d’impresa riferibile al gruppo economico facente capo a Massimo Ferrero e riferibile ad altri co-indagati attorno a lui gravitanti per ragioni di parentela e/o cointeressenza, fosse sin dal principio o, quantomeno, sia presto diventa una vera e propria impresa illecita, volta all’elusione di obblighi economici e, in primis, quelli fiscali. Ne è derivato un dissesto finanziario ed economico immane, che ha comportato il fallimento di alcune società interessante dalle operazioni (Ellemme Group Srl, Blu Cinematografica Srl, Blue Line Srl, Maestrale Srl, con una esposizione debitoria pari a 19.820.937,99 euro ed un totale di distrazioni pari a oltre 13.189.622,85 euro), con totale o prevalente pregiudizio dei creditori».

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Cosa scrivono i giudici su Massimo Ferrero

Per il tribunale del Riesame di Cosenza, infatti, le intercettazioni dimostrerebbero un costante interesse di Massimo Ferrero «per vicissitudini di attività per cui lo stesso non avrebbe ingerenza» e «cura in prima persona delle transazioni tese a tacitare i creditori nell’ambito delle varie società a rischio fallimento». Dunque, l’ex presidente della Sampdoria sarebbe «amministratore di fatto delle medesime».

I giudici evidenziano quindi i presunti artifici contabili utilizzati da Ferrero: «Concessione di finanziamenti ad altre società, attività di per sé estranea all’oggetto sociale delle concedenti e per importi rilevantissimi, sproporzionati alla dimensione dell’impresa, e a titolo gratuito; rinunce a crediti e accollo di debiti di enorme rilevanza, a titolo gratuito, in favore di alcune delle società e in danno delle medesime società che poi sono fallite; false informazioni sociali e camuffamento di perdite in bilancio che di fatto hanno consentito alle società di posticipare l’emersione dello stato di dissesto delle società, facendo sì che nelle more le medesime potessero continuare ad operare nel senso fraudolento anzidetto».

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Dalle indagini, si rileva che «la Eleven Finance risulta essere una delle maggiori beneficiarie dei vantaggi finanziari generati dall’impresa illecita del gruppo Ferrero, attraverso i plurimi delitti di bancarotta fraudolenta. Per questo motivo, scrivono i giudici, “trattandosi di sequestro finalizzato alla confisca di denaro siccome profitto del reato, la circostanza che vi siano stati prelevamenti di contante pone un sigillo sul nesso di derivazione tra il reato e l’arricchimento del patrimonio dell’indagato se si tiene conto delle modalità delle condotte incriminate e tanto basta per procedere al sequestro di quantità di denaro rinvenute nella sua disponibilità». Una pronuncia che conferma la bontà del lavoro investigativo della procura di Paola, diretta dal procuratore capo Pierpaolo Bruni.

Inchiesta Ferrero, le motivazioni sulla “Holding Max srl”

Anche riguardo la società “Holding Max srl“, il tribunale del Riesame di Cosenza ha dato atto al gip di Paola, di aver inquadrato il fatto nel senso giuridico più appropriato, rilevando «la strana denuncia di furto della documentazione contabile inerente tutte le società: strana perché avvenuta ad integrazione di una denuncia di furto di auto a tre giorni della prima; strana perché inerente una mole così rilevante di documenti da non poter essere contenuta all’interno di una borsa di pelle, così come dichiarato; strana perché giustificava di una omissione di tenuta di scritture stranamente non doppiate da un archivio informatico che invece appare postulato nell’ambito delle intercettazioni, in cui si fa riferimento a specifici documenti di bilancio da trasmettere in via telematica».

Società che farebbe capo a Vanessa Ferrero e di cui sarebbe socio anche Giorgio Ferrero, rispettivamente figlia e nipote di Massimo Ferrero. «Da ciò deriva che detta società non può che ritenersi un mero schermo giuridico del patrimonio del gruppo Ferrero». Il provvedimento di conferma del sequestro preventivo finalizzato alla confisca porta la firma dei giudici, Paola Lucente, Marco Bilotta (relatore) e Iole Vigna.

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