sabato,Agosto 13 2022

Cosenza, stato di crisi alla clinica Santa Lucia. I lavoratori scrivono a Occhiuto

La denuncia di chi opera nella struttura oculistica. «L’attività della Casa di cura è stata sospesa per la mancanza dell’accreditamento»

Cosenza, stato di crisi alla clinica Santa Lucia. I lavoratori scrivono a Occhiuto

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta indirizzata al presidente Roberto Occhiuto e diffusa dal direttore amministrativo della clinica Santa Lucia di Cosenza, Mario Cipolla, in merito allo stato di crisi della struttura sanitaria, da due anni in attesa di una risposta da parte della Regione Calabria sul rinnovo dell’accreditamento. Di seguito il testo integrale della lettera.

«Signor presidente, siamo tutti dipendenti della Santa Lucia, casa di cura oculistica in Cosenza. Lavoriamo da anni in questa struttura e possiamo testimoniare come operi in totale trasparenza non solo nel rispetto dei pazienti ma anche dei diritti dei lavoratori, sotto tutti i profili. Da febbraio 2020 aspettiamo che la Regione Calabria si determini – come è suo dovere – sul rinnovo dell’accreditamento che compete alla Santa Lucia, o, nelle more, sulla proroga di quello di cui è titolare sin dal 1995.

La Santa Lucia ha superato tutte le verifiche ed i controlli e le ispezioni in ordine al possesso ed alla permanenza dei requisiti; ha ottenuto il verbale positivo del cosiddetto “organismo tecnicamente accreditante” che è stato recepito in delibera dell’Asp di Cosenza in data 13.1.20 con il n. 82 e trasmessa ai competenti uffici regionali in data 15.1.20. La Regione Calabria – rispettando la prescrizione emanata dalla medesima Regione – avrebbe dovuto completare l’iter e definirlo con un provvedimento di accreditamento entro il 31.3.2020.

Ciò non è avvenuto ma quello che è incredibile, ingiusto ed inaccettabile è che, a causa di questa omissione regionale da quel momento l’attività della casa di cura è stata sospesa per la mancanza dell’accreditamento. Abbiamo pensato che fosse un problema burocratico di pochi giorni ma così non è stato. Abbiamo rivolto appelli diretti ai dirigenti che si sono succeduti: Biamonte, Palumbo, Longo, Bevere, Cotticelli ed altri. Tutti – proprio tutti – ci hanno sempre detto che la Santa Lucia non aveva alcun problema e che la questione doveva ritenersi risolta.

Nessuno ha mai – proprio mai – sollevato alcun problema o segnalato alcuna criticità sotto nessun profilo. Eppure, a distanza di due anni siamo ancora qui a chiedere come mai non abbiamo ancora il provvedimento di accreditamento. Una situazione precaria incredibile che dura da due anni e ci ha messo in stato di ansietà per il nostro futuro, oltre a costringere migliaia di pazienti calabresi, che costantemente si rivolgevano alla Santa Lucia, ad andare a curarsi fuori regione.

La società Santa Lucia per due anni si è fatta carico del problema assicurando il rispetto dei nostri diritti pur senza poter svolgere alcuna attività. Ora siamo al capolinea. È questione di ore. Se chiude la Santa Lucia noi perdiamo il lavoro e le nostre famiglie la fonte della loro dignitosa sopravvivenza.

Signor presidente, lei ha più volte dichiarato che questioni come questa sarebbero state risolte con immediatezza dal suo governo. Ora lei è anche commissario alla Sanità e noi le chiediamo di intervenire presso gli uffici competenti, presso i dirigenti da lei nominati per definire subito la procedura e consentirci di lavorare.

Lei ha sempre detto che il lavoro è la priorità da assicurare nella nostra terra. Lavoro onesto, pulito, trasparente. Noi eravamo in questa situazione e non vorremmo perderla. Dipende tutto da lei, signor presidente. Noi non ce la facciamo più siamo pronti a forme di protesta estrema, ma confidiamo che un suo intervento diretto ci metta in condizioni di credere ancora che le Istituzioni sono vicine ai cittadini per bene».

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