domenica,Gennaio 23 2022

Insegnava da 21 anni con una laurea falsa: sequestrati oltre 300mila euro

La Finanza ha sequestrato oltre 160mila presenti sui depositi e sui conti correnti bancari, oltre a terreni, box, auto e moto

Insegnava da 21 anni con una laurea falsa: sequestrati oltre 300mila euro

La Guardia di Finanza di Varese, ha eseguito un sequestro preventivo per equivalente dal valore di 350mila euro nei confronti di un’insegnante della provincia di Varese che ha esercitato la propria attività lavorativa presentando un presunto falso certificato del diploma di laurea (requisito obbligatorio per la docenza sia di ruolo che di supplenza in scuola secondaria di I grado).

La somma, precisano i militari, è riferibile alla retribuzione stipendiale dagli enti pubblici preposti nonché alle somme erogate dall’Inps a titolo di indennità di disoccupazione e Tfr. L’esecuzione della misura cautelare reale ha portato al sequestro di risorse finanziarie pari a euro 166mila euro presenti sui depositi e sui conti correnti bancari della donna nonché di 8 terreni, 2 box, 2 depositi ed 1 appartamento da nove vani oltre a un’auto e una moto.

Insegnava da 21 anni con una laurea falsa, ecco come sono partite le indagini

L’insegnante è stata denunciata per truffa e per uso di atto falso in quanto la stessa, avendo ottenuto l’inserimento nelle “Graduatorie provinciali di supplenza negli istituti scolastici ubicati nella provincia di Varese” a partire dal 2000, ha effettuato in via continuativa supplenze di durata annuale in diversi istituti scolastici locali avvalendosi del falso diploma di laurea.

L’attività è stata avviata sull’impulso della procura di Varese ed è stata condotta dalle Fiamme gialle trasversalmente tanto sotto il profilo amministrativo-erariale quanto quello penale con il conseguente sequestro preventivo del patrimonio finalizzato alla confisca, che, in caso di condanna, consentirà di destinare a patrimonio dell’Erario i beni sequestrati preventivamente per un valore equivalente alla somma indebitamente percepita dalla donna.

Da ricordare che, essendo il procedimento penale nella fase delle indagini preliminari, l’indagata è da considerare presunta innocente fino a sentenza definitiva.