sabato,Maggio 28 2022

Praia a Mare, l’ospedale “riapre” ancora una volta: arriva l’ennesimo annuncio

Il presidio fu convertito in casa della salute nel 2012, nel 2014 una sentenza del Consiglio di Stato stabiliva il ritorno allo status precedente ma da allora nulla è cambiato (neanche i proclami)

Praia a Mare, l’ospedale “riapre” ancora una volta: arriva l’ennesimo annuncio

È diventata ormai una barzelletta, ma non fa ridere nessuno. Eppure la storiella della riapertura dell’ospedale di Praia a Mare continua ad essere raccontata ormai da cinque anni a questa parte e con una puntualità da far impallidire gli orologi svizzeri, e sempre, ovviamente, a ridosso di elezioni. Adesso ci risiamo. La prossima primavera il consiglio comunale si rinnoverà e stamattina l’attuale amministrazione comunale guidata da Antonio Praticò ha fatto l’annuncio, di quelli già sentiti decine di volte: l’ospedale di Praia a Mare riaprirà e stavolta facciamo sul serio. Ma oggi al posto di like, congratulazioni e condivisioni, che solitamente accompagnano l’annuncio, i cittadini hanno manifestato disappunto e chiesto chiarezza.

L’ennesima “riapertura” dell’ospedale

Innanzitutto fa specie leggere il sindaco di Praia a Mare, Antonio Praticò, parlare di riapertura di Praia a Mare, in quanto fu lui, il 3 novembre 2017, dopo averla annunciata già più volte, a suggellarla con una cerimonia memorabile assurta a vera e propria inaugurazione, con tanto di nastri e pasticcini. Ed è stato sempre il sindaco a difendere sfrontatamente quella “riapertura” anche quando gli si è fatto notare negli anni che l’ospedale di Praia a Mare nei fatti non esiste più, checché se ne dica. Come dimenticare il siparietto del primo cittadino mandato in onda durante una puntata di Titolo V del dicembre 2020 quando fu messo innanzi alla realtà dei fatti?

Una settimana fa è stato il presidente Roberto Occhiuto a parlare di riapertura, ma in quel caso è stato espressamente specificato che ci si riferiva all’attivazione di un piano dello stabile dismesso con la riconversione in casa della salute da trasformare in Covid hosital. Praticò, invece, oggi ha parlato specificatamente di riapertura come regime ospedaliero, cioè riattivazione della rete di emergenza e urgenza, arrivando a smentire clamorosamente se stesso.

Cosa dice la sentenza

La sentenza che riguarda la “riapertura” dell’ospedale di Praia a Mare parla di annullamento parziale degli atti di riconversione, il che implica al ritorno allo status precedente della riconversione in casa della salute datata 1 aprile 2012. La sentenza è sempre la stessa. Il Consiglio di Stato si è espresso il 20 maggio del 2014 pronunciando un verdetto esecutivo ed inoppugnabile. Se l’Italia fosse ancora uno Stato civile, l’ospedale di Praia a Mare sarebbe dovuto riaprire in quel periodo, con un margine di 120 gironi.

L’inaugurazione farlocca

E invece l’allora avvocato incaricato dai Comuni di Praia e Tortora, fu costretto a chiedere il giudizio di ottemperanza, cioè l’esecuzione forzata della sentenza, nel febbraio del 2015. Ne seguì l’individuazione di un commissario straordinario, dopo tre rifiuti da parte di altrettanti incaricati, al fine di far rispettare la legge ed attuare la sentenza. Eugenio Sciabica, per molti mesi, rappresentò la speranza degli abitanti dell’alto Tirreno cosentino. Il commissario formulò un piano di riapertura e qualcosa cambiò davvero in termini di potenziamento, ma per il resto è storia: l’attuazione della rete di emergenza e urgenza con l’istituzione di un vero e proprio pronto soccorso e la riattivazione del reparto di Chirurgia non arrivò mai, ma non certo per colpa di Sciabica. L’inaugurazione del “nuovo” ospedale si fece lo stesso e vi parteciparono molti politici che di lì a poco si sarebbero candidati alle elezioni politiche. L’ospedale di Praia a Mare rimase a tutti gli effetti una casa della salute.

L’annuncio odierno

Quindi, cosa dice il nuovo capitolo di questa saga infinita? L’attuale avvocato ha presentato un nuovo ricorso di ottemperanza al Consiglio di Stato, massimo tribunale amministrativo, e quest’ultimo ha accolto integralmente le istanze del legale. Tradotto: la sentenza va eseguita e pertanto tutto deve tornare come al 31 marzo 2012. In sostanza, il presidio sanitario praiese deve tornare ad essere un ospedale, abbandonando definitivamente lo status di casa della salute, ovvero, un grande ambulatorio che offre diversi servizi ma non è in grado di fronteggiare le emergenze e le urgenze. Ma il giudizio di ottemperanza, come dicevamo poc’anzi, era stato accolto anche nel 2015 e da sola, questa circostanza, non significa nulla, almeno, come abbiamo visto, non in Italia.

Occhiuto può riaprire l’ospedale di Praia

La sanità calabrese è commissariata dal 2011 e pertanto le decisioni finali sulla sanità spettano al commissario ad acta, che oggi è rappresentato dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. Sarebbe lui a dare il via libera alla riattivazione della rete di emergenza e urgenza all’ospedale di Praia, sempre che abbia voglia di farlo e non di opporsi come i suoi predecessori. Ma, in questo caso, anche la volontà di Occhiuto potrebbe incontrare ostacoli. Bisognerebbe prima fare i conti con le assegnazioni dei posti letto della Calabria, già quasi tutti esauriti, e con i milioni di euro che servono per rimettere in piedi un presidio ospedaliero degno di questo nome. Che l’Asp di Cosenza ha già fatto sapere più volta di non avere. Insomma, la volontà c’è, da parte di tutti, ma dopo un lustro di ambiguità e bugie sarebbe opportuno evitare i toni trionfalistici e rivolgersi ai cittadini con maggiore trasparenza.