domenica,Luglio 3 2022

Viale Mancini, ripartono i lavori. Incarnato: «Pagato il prezzo di titubanze politiche»

L'assessore all'Urbanistica: «La realizzazione dell’idea di un “parco urbano” doveva essere preceduta dalla realizzazione di percorsi di viabilità sostitutiva all’arteria stradale che si interrompeva. Chiederemo alla Regione di assicurare che Cosenza abbia garantiti investimenti importanti protesi alla mobilità sostenibile»

Viale Mancini, ripartono i lavori. Incarnato: «Pagato il prezzo di titubanze politiche»

È imminente la ripresa dei lavori su viale Giacomo Mancini, arteria stradale “maledetta” della città di Cosenza. È dalla sua nascita che riempie pagine di giornali e che, da quando fu smantellato per lasciare spazio al progetto della Metro leggera e del Parco del Benessere, fa litigare Comune e Regione. I colori dei due Enti si sono invertiti nel tempo, ma i problemi sono rimasti.

Nei giorni scorsi il sindaco Franz Caruso e l’assessore Pina Incarnato hanno mosso i primi passi per la creazione della “Consulta dell’urbanistica” che proverà a disegnare e realizzare la nuova visione di città della maggioranza. L’esponente di Giunta in quota Psi ha commentato che l’obiettivo è quello di riaprire il viale il prima possibile, «anche se avrà una sola corsia».

Assessore, lei ha anche dichiarato: «Sul Parco del Benessere, purtroppo, non si può più tornare indietro anche se ha provocato non pochi danni alla viabilità cittadina». È quel “purtroppo” che dà spunti. Non è d’accordo fino in fondo alla riapertura secondo il progetto originario?
«Viale Mancini era da tutti i cosentini vissuto ed apprezzato non solo perché capace di sostenere la viabilità cittadina, consentendo attraversamenti celeri ed agevoli, ma era usato anche per passeggiate e attività sportive di base. È evidente che tutto è modificabile, purché vi sia una visione di insieme di quello che si vuol fare e soprattutto vi sia buon senso. La realizzazione dell’idea di un “parco urbano” doveva essere preceduta dalla realizzazione di percorsi di viabilità sostitutiva all’arteria stradale che si interrompeva, il primo percorso doveva essere la ristrutturazione dell’asse viario di via Reggio Calabria, che collegasse adeguatamente lo sbarco del Ponte di Calatrava con la rotatoria di collegamento alla S.S. 107, il secondo percorso doveva riguardare l’attivazione di collegamenti trasversali tra la nuova via Reggio Calabria e la parte ovest del centro cittadino. Il “purtroppo” è quindi riferito all’approssimazione e superficialità delle misure adottate in passato e all’assenza di un quadro di insieme della mobilità.

I processi di sostenibilità devono essere governati ed accompagnati, fornendo alternative alle esigenze di spostamento delle persone: si devono potenziare i mezzi pubblici che devono essere puntuali ed efficienti; i percorsi ciclabili devono essere sicuri e seguire percorsi completi, si può e si deve procedere anche per fasi, purché all’interno di una visione di insieme. Oggi si lavora da un lato per ridurre i forti disagi che i cittadini vivono quotidianamente, sia i cosentini che quelli dell’area urbana, con l’accelerazione dell’apertura di via Reggio Calabria, risolvendo gli impedimenti che abbiamo trovato sui lotti, tenuto conto anche delle difficoltà connesse all’acquisizione delle aree interessate dall’intervento. Dall’altro lato però si sta affrontando il problema strutturale della mobilità per la città di Cosenza (Metro, viabilità trasversale est-ovest, nuove bretelle stradali nord-sud) con l’obiettivo di rendere Cosenza sempre più sostenibile nella sua parte più centrale, ma senza dimenticare l’accessibilità al contorno della suddetta area».

Subito dopo l’elezione di Caruso i lavori erano ripresi, poi si sono fermati di nuovo. Ci spiega cosa è successo a causa delle varianti che erano state apportate?
«I lavori seguivano un progetto con varianti che rilevavano interferenze con il tracciato della metro, pertanto non compatibili con le richieste della Regione che intimava la sospensione dei lavori». 

Di recente Palazzo dei Bruzi ha raggiunto una nuova intesa con la Regione. Dettagli?
«Il primo lotto di lavori, grazie agli accordi che si sono raggiunti con l’impresa appaltatrice, dovrà essere oggetto di approvazione e si potrà andare avanti. Stiamo lavorando perché anche sul secondo lotto di lavori si addivenga alla stessa soluzione».

Il parco del Benessere era legato inizialmente al discorso della Metro leggera, che non potrebbe non essere realizzata. Dal punto di vista urbanistico, cosa devono aspettarsi i cittadini su quello che era viale Parco?
«Le rivisitazioni progettuali fatte dalla vecchia amministrazione, non concordate con la Regione, hanno determinato ritardi e conseguentemente hanno in parte inciso sull’esecuzione dei lavori finalizzati alla realizzazione della Metro leggera di superficie. La Regione stessa ha preteso che si ritornasse al progetto originario e che il parco del benessere non compromettesse la Metro Leggera. Viale Mancini deve continuare ad avere la destinazione per cui è nata e questa amministrazione chiederà alla Regione di assicurare che Cosenza – come è successo a Reggio e a Catanzaro – abbia garantiti investimenti importanti protesi alla mobilità sostenibile proprio sul viale Mancini, quale strada di continuità immediata e contigua alla città di Rende. I cittadini non possono pagare il prezzo di titubanze politiche che ci sono state negli anni».

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