mercoledì,Novembre 30 2022

Bill Gates lancia l’allarme su Covid e rischio di nuove varianti

Il fondatore di Microsoft avverte: «Potremmo non aver visto il peggio, c'è il rischio che questa pandemia generi una variante ancora più fatale»

Bill Gates lancia l’allarme su Covid e rischio di nuove varianti

Dopo 2 anni di pandemia, stiamo finalmente tornando alla normalità. Dal 1° maggio 2022 sono cadute diverse restrizioni anti-Covid, come l’eliminazione in quasi tutti i luoghi del Green pass, e delle mascherine. Ma il timore che la situazione possa nuovamente cambiare c’è sempre, magari a cominciare dal prossimo autunno. Facendo i debiti scongiuri, c’è chi dice che “il peggio deve ancora venire”.

Covid e rischio nuove varianti più letali del virus, arriva l’avvertimento di Bill Gates. “Potremmo non aver visto il peggio”, ha infatti spiegato il miliardario e fondatore di Microsoft al Financial Times, spiegando come il mondo sia “ancora a rischio che questa pandemia generi una variante ancora più trasmissiva e ancora più fatale”.

Gates ha parlato di un “5%” di possibilità che la pandemia possa peggiorare ed ha quindi esortato i leader mondiali a spendere di più per prepararsi a nuove minacce per la salute. Il miliardario e filantropo ha inoltre chiesto che un team di esperti gestito dall’Organizzazione mondiale della sanità sia impiegato per individuare e prevenire future pandemie. Il costo dell’operazione sarebbe di circa un miliardo di dollari.

Pregliasco: «Da Bill Gates giusto richiamo»

“La storia dell’uomo è costellata di disastri e situazioni critiche, causati da infezioni batteriche o virali. Tante epidemie l’hanno scandita e determinata da sempre”, e continueranno a farlo perché “non dimentichiamo che virus e batteri hanno un ruolo ecologico, evoluzionistico e di selezione naturale. In questo senso credo che prepararsi a nuove, future emergenze sia un giusto richiamo” il messaggio sul quale focalizzarsi tra le dichiarazioni di Bill Gates al ‘Financial Times’. Così il virologo Fabrizio Pregliasco, docente all’università Statale di Milano, commenta all’Adnkronos Salute le parole del miliardario e filantropo, che in un’intervista ha avvertito sulla possibilità che la pandemia di Covid venga alimentata da varianti più ‘cattive’ di Sars-CoV-2 e ha esortato i leader mondiali ad attrezzarsi per far fronte ad altre crisi sanitarie.

Se il fondatore di Microsoft calcola nel 5% la probabilità che l’attuale pandemia possa doverci ancora riservare il peggio, secondo Pregliasco la stima “è discutibile”. Però “io credo – ribadisce l’esperto – che quello di Gates sia un giusto richiamo all’importanza di imparare la lezione di questi anni”. Non solo pianificando risposte efficaci e tempestive alle emergenze che verranno, ma anche “attuando tutte quelle attività di coordinamento e condivisione di informazioni che sono e continuano a essere cruciali contro Covid. E’ importante fare tesoro delle esperienze acquisite – raccomanda il direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi di Milano – e capire come l’interconnessione e lo scambio di dati sia fondamentale per prepararci” a sorprese future.

Nessuna sorpresa invece per il virologo dai segnali di allarme che arrivano dal Sudafrica dove si inizia a parlare di quinta ondata, e da New York che ha alzato il livello di allerta da basso a medio e valuta un nuovo giro di vite sul fronte mascherine. “Andamenti oscillanti – spiega Pregliasco – sono prevedibili con un virus contagiosissimo come questa variante Omicron, che ha un indice di trasmissibilità R0 di 15, contro il 7 di Delta e il 2,5 del Sars-CoV-2 originale”. Così “è difficile controllare questa malattia” avendo un’idea precisa dei numeri veri. Perché “in Italia, come in altri Paesi – sottolinea l’esperto – i casi reali potrebbero essere il doppio se non quasi il triplo di quelli noti”.

Vanno infatti considerati “i tantissimi casi asintomatici” che non finiscono nei conteggi ufficiali, “asintomatici o paucisintomatici di per sé – precisa il medico – o perché interessano persone vaccinate” che si infettano senza sviluppare forme gravi. Calcolando questa quota sommersa, “si può stimare che un 40-50% delle persone abbia avuto Sars-CoV-2”. C’è poi da ricordare che “questa infezione non conferisce una protezione per la vita” dalla probabilità di ricontrarla, e dunque “ogni contatto interumano un certo rischio più o meno alto continua ad averlo. Ma o stiamo con la mascherina Ffp2, a distanza e disinfettati per sempre – riflette il direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi di Milano – o impariamo a conviverci come facevamo con altre infezioni, sperando anche nel contributo dei farmaci per riuscire a ridurre gli effetti più pesanti della patologia”.

Gismondo: «Bill Gates non ha nessuna autorevolezza»

“Non sappiamo come Sars-CoV-2 possa evolvere, perché le mutazioni sono assolutamente imprevedibili”. Tuttavia, “secondo la storia delle pandemie, quando un virus evolve” come ha fatto il nuovo coronavirus assumendo i connotati di Omicron, ossia “in modo da essere molto contagioso e poco aggressivo in termini di patologia associata, si è nella coda della pandemia. Speriamo che la storia si ripeta anche per Covid”. Ci conta la microbiologa Maria Rita Gismondo, commentando all’Adnkronos Salute le dichiarazioni rese da Bill Gates in un’intervista al “Finacial Times”: sul fronte Covid “potremmo non avere visto il peggio”, ha avvertito il miliardario e filantropo, paventando il “rischio che questa pandemia generi una variante ancora più trasmissiva e ancora più fatale”.

“Stupisce che un’affermazione simile arrivi da Bill Gates, perché non ha nessuna autorevolezza sanitaria per farla”, osserva la direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano. “In ogni caso – aggiunge – dice qualcosa che ha una sua veridicità di fondo”, e cioè che “le mutazioni del virus sono appunto imprevedibili”. Gismondo invita però a guardare ai precedenti, alle pandemie del passato che hanno avuto un’evoluzione benigna che ci si augura possa avere anche Covid-19.

Quanto all’appello del fondatore di Microsoft, che esorta i leader mondiali a spendere di più per prepararsi a nuove, future minacce per la salute e stima in un miliardo di dollari il costo dell’operazione, “non abbiamo bisogno dell’invito di Bill Gates – chiosa l’esperta – per sapere che è prioritario attrezzarci all’evenienza di pandemie future. Lo ha detto già l’Organizzazione mondiale della sanità, lo diciamo tutti e quello che possiamo auspicare è che questa lezione non vada sprecata”.

fonte: Adnkronos

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