lunedì,Agosto 8 2022

Guerra in Ucraina, von der Leyen: «Embargo a petrolio Russia»

La presidente della Commissione europea: «Con il sesto pacchetto di sanzioni colpiamo banche che sono di importanza critica per il sistema finanziario russo»

Guerra in Ucraina, von der Leyen: «Embargo a petrolio Russia»

Guerra Ucraina, la Commissione europea “propone un bando al petrolio” della Russia. “Sarà un completo divieto di importazione di tutto il petrolio russo, sia via nave che via oleodotto, greggio e raffinato”. Ad affermarlo la presidente Ursula von der Leyen, intervenendo nella plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo. “Sarà un “phase out”, un’uscita graduale, condotto “in modo ordinato, in un modo che consenta a noi e ai nostri partner di assicurarci rotte di fornitura alternative e di minimizzare l’impatto sui mercati globali”, ha aggiunto.

“Per questo – ha continuato la presidente – termineremo la fornitura di petrolio greggio entro sei mesi e di prodotti raffinati entro fine anno. In questo modo, massimizziamo la pressione sulla Russia, minimizzando nel contempo il danno collaterale a noi stessi e ai nostri partner nel mondo. Perché, per aiutare l’Ucraina, la nostra economia deve restare forte”.

La Commissione europea propone quindi oggi “il sesto pacchetto di sanzioni” contro la Russia per la guerra in Ucraina. “Prima di tutto, inseriamo nella lista” dei soggetti sanzionati “militari di alto grado e altri individui che hanno commesso crimini di guerra a Bucha e che sono responsabili per il disumano assedio a Mariupol”. “Questo manda un altro importante segnale a tutti coloro che perpetrano la guerra del Cremlino: sappiamo chi siete e dovrete rendere conto di quello che avete fatto”, ha aggiunto von der Leyen.

L’uscita graduale dal petrolio russo verrà calibrata in modo tale da tentare di evitare un grosso impatto sui prezzi del petrolio, già molto elevati anche se in ritracciamento dai massimi di inizio marzo. Dovrebbe aiutare, in questo, la politica Covid-zero perseguita dalla Cina, che con la variante Omicron sta portando a lockdown in importanti metropoli, cosa che dovrebbe per qualche tempo moderare la domanda cinese, quindi diminuire ulteriormente la pressione rialzista sui prezzi derivante dalla colossale domanda del Dragone. E’ probabile che il phase-out dal petrolio russo sia un po’ più lungo per Paesi come l’Ungheria e la Slovacchia, che sono fortemente dipendenti dal petrolio russo e che per di più non hanno sbocchi al mare, quindi non possono approvvigionarsi facilmente da fornitori alternativi.

Con il sesto pacchetto di sanzioni “stacchiamo da Swift Sberbank, di gran lunga la prima banca russa, e altre due grandi banche russe”, ha fatto sapere ancora von der Leyen. “In questo modo colpiamo banche che sono di importanza critica per il sistema finanziario russo e per la capacità di Vladimir Putin di portare distruzione. Ciò consoliderà il completo isolamento del sistema finanziario russo dal sistema globale”, ha sottolineato. Inoltre, “vietiamo a tre grandi broadcaster controllati dallo Stato russo di trasmettere” nell’Ue.

Queste tre emittenti “non potranno distribuire contenuti nell’Ue”, quale che sia il canale, “cavo, satellite, internet o app”. Si tratta di “casse di risonanza” che diffondono “le bugie e la propaganda di Putin”. Lo fanno in modo “aggressivo: non dobbiamo più dare loro un palcoscenico per diffondere menzogne”. Inoltre, “il Cremlino si avvale di revisori contabili, consulenti e spin doctor europei. Ora questo finirà. Vietiamo la fornitura di quei servizi alle imprese russe”, ha concluso.

Sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia, gli Stati Ue chiedono più tempo

Gli Stati membri dell’Ue hanno chiesto più tempo per esaminare il sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia per la guerra in Ucraina proposto dalla Commissione Europea. Il Coreper convocato per discuterne, a quanto si apprende, si è concluso da poco: il pacchetto, presentato nelle sue grandi linee da Ursula von der Leyen, è stato diffuso alle capitali solo questa notte, a mezzanotte, quindi occorrerà più tempo per esaminarlo. Al momento la parte finanziaria e la lista dei soggetti sanzionati non sembrerebbero suscitare particolari riserve tra gli Stati membri. Nell’elenco dei sanzionati figura anche il capo della Chiesa ortodossa russa, il patriarca Kirill.

I punti del pacchetto da discutere e affinare sono connessi essenzialmente al graduale ‘phasing out’ del petrolio russo proposto dalla Commissione. Ungheria e Slovacchia, che sono molto dipendenti dal greggio di Mosca e non hanno sbocchi al mare che consentano un rapido ‘switch’ ad altri fornitori per riempire le petroliere, hanno ottenuto nella proposta della Commissione un periodo di phasing out più lungo, fino alla fine del 2023, quando i contratti in corso andranno comunque ad esaurimento. Nel frattempo, di qui alla fine dell’anno prossimo non potranno essere sottoscritti nuovi contratti.

Anche altri Stati membri hanno lamentato difficoltà che potrebbero derivare dall’applicazione dell’embargo graduale dell’import di petrolio (entro sei mesi per il petrolio grezzo, entro fine anno per i prodotti della raffinazione). Altri Paesi, tra cui la Grecia che è anch’essa molto dipendente dal greggio russo ma ha accesso ai mari, hanno criticato il divieto di trasportare il petrolio russo navi battenti bandiera di Stati Ue. E’ possibile che la presidenza francese decida di convocare un Coreper straordinario domani pomeriggio, ma allo stato appare probabile che gli ambasciatori tornino a discutere delle sanzioni nel Coreper di venerdì, che era già stato convocato da tempo.

fonte: Adnkronos