venerdì,Luglio 1 2022

Guerra in Ucraina, Peskov: «Armi Nato a Kiev allungano la guerra»

Intanto nell'acciaieria Azovstal continuano combattimenti sanguinosi. Denis Prokopenko: «Sforzi sovrumani per resistere». Russia nega tutto

Guerra in Ucraina, Peskov: «Armi Nato a Kiev allungano la guerra»

Le informazioni di intelligence degli alleati a Kiev e l’invio di armi da parte delle Nato sono “azioni che non contribuiscono alla fine rapida dell’operazione”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, commentando le rivelazioni del New York Times, secondo cui gli Stati Uniti hanno fornito informazioni di intelligence all’Ucraina grazie alle quali le forze di Kiev sarebbero state in grado di colpire e uccidere diversi generali russi. “Ma allo stesso tempo, queste azioni – ha rivendicato Peskov – non sono in grado di impedire il raggiungimento degli obiettivi prefissati dell’operazione militare speciale”.

“I nostri militari – ha affermato Peskov – sono ben consapevoli che gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Nato stanno trasmettendo costantemente informazioni di intelligence e altri parametri alle Forze armate ucraine. Associate con il flusso di armi che questi Paesi stanno inviando in Ucraina, queste sono tutte azioni che non contribuiscono ad un rapido completamento dell’operazione”.

Peskov ha poi negato che le truppe russe stiano assaltando Azovstal, l’acciaieria rimasta l’unica sacca della resistenza a Mariupol. Interrogato da giornalisti, che gli chiedevano se corrispondessero al vero le notizie secondo cui i militari avrebbero fatto irruzione nell’impianto, il portavoce della presidenza ha risposto: “Siete testimoni, il presidente ha dato ordine di astenersi da un assalto. Nessun altro ordine è stato annunciato e i corridoi umanitari stanno funzionando oggi”.

I corridoi umanitari avviati questa mattina da Azovstal “stanno funzionando”, ha ribadito Peskov, riferendosi all’annuncio di Mosca di tre giorni di tregua, da oggi a sabato, dalle 8 alle 18, per evacuare i civili ucraini che ancora si trovano all’interno dell’acciaieria.

Comandante Azov: «Ad Azovstal combattimenti sanguinosi»

“Il nemico è riuscito a entrare nel territorio dello stabilimento Azovstal a Mariupol, dove sono in corso pesanti e sanguinosi combattimenti”. Così il comandante del reggimento Azov, Denis Prokopenko, in un video pubblicato ieri su Telegram. “La guarnigione di Mariupol ormai da 70 giorni si oppone da sola alle forze superiori del nemico”, ricorda il comandante, dicendosi “fiero dei miei soldati, che fanno degli sforzi sovrumani per resistere alla pressione del nemico. E sono grato a tutto il mondo per il colossale sostegno alla guarnigione di Mariupol: i nostri soldati se lo meritano”. “La situazione è estremamente complicata, ma nonostante tutto noi continuiamo ad eseguire l’ordine di mantenere la difesa”, conclude Prokopenko.

Mariupol, Kiev: «Assalto Azovstal continua»

Nonostante l’annuncio di Mosca di un cessate il fuoco per l’evacuazione dei civili, continua l’assalto di Mosca alla acciaieria Azovstal di Mariupol. Lo sostiene l’esercito di Kiev nel suo ultimo aggiornamento, dove informa che “gli occupanti russi stanno concentrando i loro sforzi sul blocco e sul tentativo di distruggere le nostre unità nell’area di Azovstal. Il nemico ha ripreso l’offensiva con il supporto di aerei per prendere il controllo dell’impianto”, ha detto.

Ma la Russia nega. Secondo il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, i corridoi umanitari avviati questa mattina “stanno funzionando”. Interrogato da giornalisti, che gli chiedevano se corrispondessero al vero le notizie secondo cui i militari avrebbero fatto irruzione nell’impianto, Peskov ha risposto: “Siete testimoni, il presidente ha dato ordine di astenersi da un assalto. Nessun altro ordine è stato annunciato e i corridoi umanitari stanno funzionando oggi”. Il comando russo aveva annunciato ieri una tregua da oggi a sabato, dalle 8 alle 18, per evacuare i civili ucraini che ancora si trovano all’interno dell’acciaieria.

Questa mattina era stato Petro Andriushchenko, consigliere del sindaco di Mariupol, a rendere noto che gli “intensi attacchi sull’acciaieria non si sono fermati per tutta la notte e stanno continuando”. “Se c’è un inferno nel mondo è ad Azovstal. Gli ultimi 11 chilometri quadrati di libertà a Mariupol sono stati trasformati in un inferno” ha detto citato dalla Cnn, parlando di un “assalto senza sosta, anche di notte con la regolazione del fuoco dei droni”. “In alcune zone, le ostilità sono già oltre la recinzione dello stabilimento”, ha detto ancora Andriushchenko, aggiungendo che le zone residenziali vicine all’impianto sono state evacuate d’urgenza.

L’impianto di Azovstal è diventato la “priorità numero uno” per la leadership politica e militare ucraina, ha affermato alla Bbc è Yuriy Sak, consigliere del ministro della Difesa di Kiev, precisando che gli sforzi si sono concentrati sulla difesa del vasto complesso industriale e sulla gestione di ulteriori evacuazioni. Azovstal è l’ultima sacca di resistenza nella città portuale strategicamente importante di Mariupol, ormai al “centro” della guerra. ha osservato. La situazione nello stabilimento, ha riconosciuto, è “estremamente difficile”: i militari russi hanno lanciato un’offensiva di terra, dopo essersi concentrati su bombardamenti aerei e attacchi missilistici.

Ieri sono state oltre 300 (344) le persone salvate a Mariupol. A precisarlo è stato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, durante il suo intervento notturno. “Sono grato a tutti coloro che permettono la riuscita dell’operazione di evacuazione”, ha dichiarato Zelensky. “Stiamo negoziando e speriamo di continuare a salvare persone dall’Azovstal, da Mariupol. Ci sono ancora civili, donne, bambini. Abbiamo bisogno di un cessate il fuoco continuo per salvarli”, ha aggiunto. La vice prima ministra ucraina Iryna Vereshchuk ha parlato di “un’altra piccola vittoria” annunciando che 344 tra donne, bambini e anziani sono stati portati al sicuro nella città ucraina controllata di Zaporizhia.

Ma in tutta l’Ucraina è stata un’altra notte di sirene antiaeree: a Kiev e Kharkiv, così come negli oblast di Dnipropetrovsk, Donetsk, Khmelnytsky, Cherkasy, Zhytomyr, Poltava, Ivano-Frankivsk, Kirovohrad, Vinnytsia, Volyn, Chernivtsi, Zakarpattia, Mykolaiv, Lviv, Ternopil, Odesa e Zaporizhzhia. Lo riporta ‘The Kyiv Independent’.

25 civili feriti per attacco missilistico su Kramatorsk

25 civili sono rimasti feriti a seguito di un attacco missilistico della Federazione Russa su Kramatorsk. Lo ha scritto su Telegram il capo dell’amministrazione militare regionale di Donetsk Pavlo Kyrylenko.

“Sei dei feriti hanno bisogno di cure mediche in ospedale”, ha aggiunto, precisando che i missili hanno danneggiato 9 edifici residenziali, una scuola e numerose infrastrutture civili.

fonte: Adnkronos

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