sabato,Maggio 28 2022

Vince il concorso ma non le viene applicata la legge 104, il Consiglio di Stato dà ragione a una ragazza cosentina

L’Agenzia della Coesione per il Sud dovrà rivedere l’assegnazione delle sedi lavorative, favorendo i vincitori del concorso che assistono persone affette da disabilità

Vince il concorso ma non le viene applicata la legge 104, il Consiglio di Stato dà ragione a una ragazza cosentina

Il PNRR ha dato la possibilità a numerose pubbliche amministrazioni di indire concorsi e di creare nuovi posti di lavoro. Fra quelli recenti spiccava il maxi concorso per 2800 posti, indetto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Agenzia della Coesione per il Sud ed il Ministro per la Pubblica Amministrazione.

Una ragazza cosentina, madre di due figli disabili, aveva partecipato a tale concorso, e dopo aver ottenuto un risultato utile, era stata assegnata ad una sede lavorativa a circa 300 chilometri dal proprio domicilio. A nulla sono valse le ripetute richieste, con cui la giovane madre aveva evidenziato, a tutte le amministrazioni interessate, che lei, vista la situazione dei figli, era beneficiaria della legge 104/1992, che prevede una serie di tutele per coloro che assistono persone affette da disabilità, tra cui la possibilità di scegliere in via privilegiata, dopo aver vinto un concorso pubblico, la sede più adatta alle proprie esigenze, circostanza non avvenuta nel caso di specie.

La giovane donna non si è persa d’animo, promuovendo ricorso al TAR del Lazio, mediante l’avvocato Giuseppe Carratelli del foro di Cosenza. La Presidenza del Consiglio dei Ministri si è opposta strenuamente alla tesi sostenuta dalla giovane cosentina, incentrando le proprie difese sul presupposto che i concorsi indetti di recente fossero in deroga alle norme che regolano il nostro ordinamento. Anche un vincitore del concorso, che occupava la sede scelta dalla giovane madre, si era costituito per opporsi al ricorso, con le medesime argomentazioni espresse dall’Avvocatura dello Stato per conto della PCM.

Tale teoria, tuttavia, non ha fatto breccia nel tribunale amministrativo regionale per il Lazio, che viceversa ha ritenuto di accogliere la domanda formulata dall’avvocato Carratelli per conto della giovane cosentina. Argomentazioni che hanno trovato riscontro anche in fase di appello cautelare dinanzi al Consiglio di Stato, che ha anche condannato la Presidenza del Consiglio dei Ministri a rifondere le spese di lite per circa 4mila euro.

Quindi, in virtù della sentenza emessa dai giudici amministrativi laziali, che ha accolto il ricorso della giovane madre cosentina, l’Agenzia della Coesione per il Sud dovrà rivedere l’assegnazione delle sedi lavorative, favorendo i vincitori del concorso che assistono persone affette da disabilità.

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