mercoledì,Giugno 29 2022

L’Oms lancia l’allarme: «A Mariupol rischio diffusione colera»

Dorit Nitzan: «Secondo le informazioni che riceviamo dalle ong, le acque reflue si mescolano con l'acqua potabile». Ecco il parere di Galli e Bassetti

L’Oms lancia l’allarme: «A Mariupol rischio diffusione colera»

Nei territori dell’Ucraina “occupati”, in particolare a Mariupol, c’è “il rischio che si diffondano molte malattie, soprattutto il colera”. A lanciare l’allarme durante un briefing è stata Dorit Nitzan, coordinatrice delle emergenze sanitarie per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

Nitzan, citata dal portale di notizie ‘Ukrinform’, ha spiegato che “secondo le informazioni che riceviamo dalle ong, a Mariupol le acque reflue si mescolano con l’acqua potabile”. Il rischio di diffusione di malattie ha spinto Nitzan a chiedere di prendere “precauzioni: prepariamo vaccini e cooperiamo con le ong che possono visitare la città e sostenere le persone”. Ma cosa ne pensano gli esperti?

Galli: «Non mi aspetto epidemia di colera, più rischio tifo»

Sull’allarme dell’Oms per il rischio di focolai di colera a Mariupol in Ucraina, “penso che come prima scelta di una possibile malattia ci sta di più il tifo. Il colera si manifesta difficilmente in un’area così temperata o fredda, diciamo che qualcuno ce lo deve portare. In Yemen c’è stato un problema con la guerra, visto che avevano distrutto gli impianti idrici. Quindi immagino più il rischio per le altre malattie trasmissibili per via oro-fecale, tipo epatite A o tifo. In Ucraina si era parlato più di poliomielite, viste le basse vaccinazioni. Secondo me dall’Organizzazione mondiale della sanità è arrivato un segnale di stare attenti, ma non mi aspetto un’epidemia di colera così facilmente”. Lo sottolinea all’Adnkronos Salute Massimo Galli, già direttore del reparto di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano.

Bassetti: «Allarme colera? Guerre miglior alleato malattie infettive»

“Il miglior alleato delle malattie infettive sono le guerre. Queste malattie colpiscono tipicamente in condizioni socio-economiche disagiate e la situazione sociale, economica e igienica in Ucraina è labile in questo momento. E non dimentichiamo che l’Ucraina già di suo aveva una adesione alle vaccinazioni molto bassa, prova ne è che già prima della guerra c’erano focolai di polio, morbillo. E ora il colera. Evidentemente le malattie infettive, soprattutto quelle altamente contagiose o quelle facilmente diffusibili in queste condizioni, hanno trovato terreno fertile”. Lo sottolinea all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova. “In Italia non dobbiamo fare altro che continuare a vaccinare i profughi che arrivano dall’Ucraina, senza valutare se abbiamo fatto o meno le vaccinazioni: gli va rifatto completamente tutto il ciclo vaccinale”, rimarca.

“Morbillo, polio, colera sono malattie che potenzialmente si possono prevenire con la vaccinazione, ma ripeto in Ucraina c’era già prima una bassa propensione. Bisogna che l’Europa, che tutto il mondo capisca quanto questo rischi di diventare un focolaio difficile da gestire, che potrebbe poi infiammare tutta l’Europa dell’Est. E’ necessario fare molta attenzione”, chiosa l’infettivologo, ricordando che “il morbillo sta diventando un problema non solo dell’Ucraina in guerra: si registra un aumento dell’80% dei casi nel mondo, con rischi importanti di epidemie”.

fonte: Adnkronos