mercoledì,Giugno 29 2022

Multiutility, Laghi: «Non solo Corigliano Rossano e Lamezia nel Consiglio Direttivo»

Laghi, capogruppo di De Magistris Presidente: «Se vogliamo garantire una rappresentanza certa e omogenea non possiamo non pensare a Cassano Jonio, Castrovillari, Paola, Gioia Tauro e Siderno»

Multiutility, Laghi: «Non solo Corigliano Rossano e Lamezia nel Consiglio Direttivo»

«Ho presentato un emendamento alla proposta di legge depositata a Palazzo Campanella dai colleghi consiglieri dell’area di Corigliano Rossano, per comprendere nel Consiglio Direttivo dell’autorità unica acqua e rifiuti anche Castrovillari, Cassano Jonio, Paola, Gioia Tauro e Siderno». Così il capogruppo di De Magistris Presidente in consiglio regionale, Ferdinando Laghi, in merito alla proposta di legge dei consiglieri corissanesi, Pasqualina Straface (FI) – prima firmataria, Pietro Raso (Lega), Valeria Fedele (FI), Giuseppe Graziano (Udc) e Davide Tavernise (M5S) che vorrebbero inserire di diritto un rappresentante della città unica e di Lamezia Terme all’interno del consiglio direttivo della Multiultility acqua e rifiuti, la legge regionale fortemente voluta dal Presidente Occhiuto.

L’autorità unica, si prevede che venga governata da un insieme di 40 sindaci: la rappresentanza di diritto spetta ai primi cittadini delle quattro città capoluogo di provincia e della città metropolitana di Reggio Calabria, «ma se l’inserimento di Corigliano Rossano e Lamezia – afferma Laghi, che si dichiara favorevole alla proposta – è opportuno, bisogna pure tener conto anche degli altri territori regionali che devono essere omogeneamente rappresentati con uguale certezza. Altrimenti c’è il rischio di scadere in uno sterile campanilismo».

Nell’emendamento proposto dal consigliere del Polo civico, rimarrebbero così 28 rappresentanti da eleggere e 12 che invece rappresentano città che coniugano un livello di popolazione rilevante ad una collocazione geografica adeguata. La nuova legge sulla Multiutility tornerà già lunedì in Commissione per accogliere o meno gli emendamenti proposti «sperando – conclude Laghi – che nessun territorio venga lasciato indietro».