lunedì,Agosto 15 2022

Zero alibi e responsabilità: i mantra di Gemmi per rilanciarsi a Cosenza

Il nuovo Direttore Sportivo del Cosenza è anche un innovatore dello scouting. Gemmi ha creato il Fis, un algoritmo per la scelta dei calciatori.

Zero alibi e responsabilità: i mantra di Gemmi per rilanciarsi a Cosenza

Chi lo conosce lo descrive come un uomo dal carattere forte ma anche spigoloso. Un dirigente severo e pignolo, molto scaramantico. Che ha saputo costruire i propri successi in silenzio. Roberto Gemmi, da ieri, nuovo direttore sportivo del Cosenza, conosce solo un modo per farsi apprezzare: quello del duro lavoro.

Responsabilità tutte sue

Sia ad Arezzo che a Pisa, Gemmi è arrivato in sordina. Ma fin dal primo momento è stato chiaro: tutte le responsabilità sul mercato sarebbero state sue. In passato, quello che è trapelato nelle conferenze stampa che di tanto in tanto ha concesso ai giornalisti, è stato il non voler mai nessun alibi: né quello dell’arbitro, né quello della sfortuna. Anzi, ogni volta che le cose non andavano bene, ciò che Gemmi ha messo in dubbio, è stato sempre e solo il suo lavoro. Proteggendo squadra ed allenatore, almeno pubblicamente. Perché poi negli spogliatoi le sue strigliate sono sempre state vibranti. Se c’era qualcosa da migliorare però, il Direttore Sportivo la ricercava nel suo operato e non in quello degli altri.

Innovatore

Ma Roberto Gemmi è anche un innovatore nel campo dello scouting. E’ infatti una sua invenzione il FIS, ovvero il Fattore di Indice Statistico. Un algoritmo presentato anche a Coverciano con il quale si aiuta nella scelta di un calciatore. All’interno del FIS tutti i numeri statistici possibili ed immaginabili di un atleta. Anche se alla fine, come ha raccontato lo stesso Gemmi: “Algoritmi e intelligenza artificiale servono per scremare, rispetto a ciò che un club cerca, caratteristiche tecniche e tattiche, altezza, peso. Poi però il giocatore lo devi vedere in campo”. Gli stranieri che secondo lui rendono meglio in Italia sono belgi, francesi, olandesi e poi argentini ed uruguagi. Magari qualcuno lo vedremo anche a Cosenza.

Carriera

Nato a Torre del Greco nel 1975. Dopo una discreta carriera da calciatore come centrocampista centrale che ha raggiunto il suo apice con la Pistoiese in Serie B nel 2000/01 (5 presenze ed un gol al Genoa), inizia ad imparare il mestiere di direttore sportivo grazie a Sean Sogliano. Segue il dirigente nelle esperienze con Varese, Palermo, Verona e Carpi. Poi nel maggio del 2016 inizia la carriera in proprio assumendo la direzione sportiva dell’Arezzo. Se ne va a a novembre 2017, quando i toscani cambiano proprietà. Ma l’anno dopo va al Pisa. Qui, siamo nel 2018/2019, centra immediatamente il salto di categoria vincendo i play-off, lancia D’Angelo in panchina e per due anni si salva agevolmente in Serie B. L’anno scorso la separazione con i neroazzurri e l’approdo a Brescia. Il suo rapporto con Cellino dura 40 giorni. Dopo 3 di ritiro rassegna le dimissioni. Ufficialmente per motivi personali. Da ieri è in sella al Cosenza con la voglia di rilanciarsi. A lui il compito di costruire la squadra che nel prossimo campionato, dovrà provare quanto meno a salvarsi senza i patemi d’animo dell’annata finita meno di 20 giorni fa.

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