venerdì,Luglio 1 2022

Cosenza, lunga maratona chirurgica all’ospedale Annunziata: eseguiti un prelievo multiorgano e due trapianti di rene

Equipe al lavoro per un giorno e una notte: per la prima volta sono stati espiantati anche i polmoni. La donatrice è una paziente morta per emorragia cerebrale

Cosenza, lunga maratona chirurgica all’ospedale Annunziata: eseguiti un prelievo multiorgano e due trapianti di rene

Hanno lavorato a pieno ritmo la Uoc di Terapia Intensiva, diretta da Pino Pasqua e l’equipe di trapianti diretta da Sebastiano Vaccarisi dell’ospedale Annunziata che, nella giornata di giovedì, hanno eseguito un prelievo multiorgano e due trapianti di rene.

Il prelievo multiorgano – cuore, fegato, reni, cornee e per la prima volta anche i polmoni – è avvenuto su una paziente donna deceduta, per emorragia celebrale, nella Uoc di Terapia Intensiva.

Gli organi sono stati trasferiti in altri ospedali dove sono stati eseguiti i rispettivi trapianti: il cuore al Monaldi di Napoli, i polmoni all’ospedale di Padova, il fegato prelevato dall’equipe del San Camillo di Roma è approdato in Basilicata, il rene sinistro al Gom di Reggio Calabria, il rene destro a Cosenza e le cornee, prelevate dall’equipe di Oculistica, diretta da Pierluigi Fava, sono state acquisite alla Banca degli Occhi dell’Annunziata.

Nella stessa giornata, l’equipe di Chirurgia Epatobiliopancreatica e Trapianti,  (Sebastiano Vaccarisi, Massimo Canonaco, Massimiliano Battaglia e Francesco Filice, anestesisti: Demetrio Buonofiglio e Maria Antonio Reda) ha effettuato due trapianti di rene: il rene destro della donatrice deceduta all’Annunziata è stato trapiantato su un giovane paziente maschio di 25 anni e un altro rene, proveniente dal  Pugliese Ciaccio, prelevato da un’altra donna, è stato trapiantato in un  paziente di 50 anni.

Una no-stop terminata a tarda notte per l’equipe Epatobiliopancreatica e Trapianti «perché gli organi – dice il dottor Vaccarisi – non possono essere conservati e capita, come questa volta, la felice circostanza di farne due di trapianti e di dover passare da un tavolo operatorio all’altro senza soluzione di continuità».

Soddisfatto il commissario straordinario Gianfranco Filippelli, che ha ringraziato l’equipe di medici, infermieri e assistenti e ha sottolineato: «Il prelievo e il trapianto organi è un’attività che richiede sinergie e il coordinamento di tante componenti, affinché nessun tassello di questa complessa operazione sia vanificato e i prelievi vadano a buon fine. L’intervento delle scorse ore ha dimostrato che l’hub di Cosenza ha le professionalità e un’ottima propensione al lavoro gruppo; componenti queste che possono e devono portare l’ospedale dell’Annunziata a potenziare il servizio e a svolgere un ruolo primario, in ambito regionale, come Centro Prelievo e Trapianti».

Un lavoro multidisciplinare, quello del prelievo multiorgani, coordinato dal direttore del Centro regionale trapianti Pellegrino Mancini e dalla coordinatrice ospedaliera Maria Vigna, che ha visto alternarsi in sala operatoria 5 equipe chirurgiche, specializzate nel prelievo dei vari organi.

Una maratona durata un intero giorno e un’intera notte: una corsa contro il tempo per assicurare che gli organi siano prelevati nel più breve tempo possibile e giungano ai pazienti destinatari, in tempo per essere trapiantati e continuare a svolgere la loro funzione.

E capita anche che al termine dei trapianti, al mattino successivo, si debba ritornare sul tavolo operatorio perché ci sono altri pazienti, “programmati”, da operare e la routine delle prestazioni chirurgiche da assicurare.

Ma la consapevolezza che la donazione degli organi possa dare un senso, un suono seppure flebile, a una morte prematura e inattesa di una giovane donna, spazza la fatica e riaccende la speranza di vita di uomini e donne in attesa.

«Il ringraziamento e la gratitudine profonda – si legge in un comunicato dell’Azienda ospedaliera – vanno ai parenti di quella donna che, nel momento più cupo e doloroso del distacco, hanno scelto il gesto generoso e umano della donazione: e il cuore di quella donatrice continua a battere».