mercoledì,Giugno 29 2022

Cosenza, il dibattito in Consiglio sul nuovo ospedale di Vaglio Lise

Da Bianca Rende a Franceco Alimena, da Francesco Caruso e Antonello Costanzo a Mimmo Frammartino e Francesco Graziadio: cosa hanno detto

Cosenza, il dibattito in Consiglio sul nuovo ospedale di Vaglio Lise

Il dibattito sul nuovo ospedale di Cosenza ieri è stato molto lungo. Dopo gli interventi dell’assessore Incarnato e dei presidenti delle commissioni Urbanistica e Salute, De Paola e Ciacco, sono arrivati tutti gli altri interventi.

Bianca Rende che ha indicato tre questioni sul tavolo. “La realizzazione del nuovo Ospedale – si è chiesta Rende – viene prima o dopo la realizzazione di buone politiche sanitarie?” E si è data la risposta: “le due cose camminano insieme perché utilizzare i fondi a disposizione o reclamare la costruzione di un nuovo nosocomio efficiente e funzionale, non significa rinunciare a pretendere la dignità delle cure, che al momento manca in larga parte nei reparti di emergenza-urgenza. Siamo tutti personalmente a conoscenza (e non solo per sentito dire) delle drammatiche condizioni in cui versa il nostro pronto soccorso e non retrocediamo un solo passo dall’invocare le risorse e le assunzioni necessarie per garantire una risposta adeguata ai bisogni di cura di una popolazione così vasta ed oggi terrorizzata all’idea di lunghe attese e di mancanza di posti letto sufficienti. Ma non si può sottacere – ha aggiunto Bianca Rende – come la sicurezza degli spazi sia una componente fondamentale dell’assistenza sanitaria e rappresenta un elemento imprescindibile per l’erogazione di prestazioni di elevata qualità. Si parla ormai da anni di umanizzazione degli spazi di cura, guardando alla reazione psico emotiva del paziente (Renzo Piano ha di recente dichiarato: “In Uganda ho voluto fare un ospedale scandalosamente bello. Là dove andiamo a curare la nostra salute, abbiamo bisogno di assorbire la serenità dell’ambiente”), ma è innegabile l’incidenza di un minor fattore di rischio anche per gli operatori e l’incidenza di un minor tempo nell’interazione tra i due”.

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La seconda questione posta da Bianca Rende ha riguardato l’esistenza dei fondi per finanziarne la realizzazione. E su questo aspetto ha ribadito la richiesta, già formulata in conferenza dei capigruppo, per lo svolgimento di un Consiglio comunale aperto alla rappresentanza parlamentare e regionale, “perché – ha spiegato – la questione sia portata all’attenzione del Governo centrale. E’ grave che dopo la richiesta di interlocuzione avanzata dal presidente di questo onorevole Consiglio, il Governatore Occhiuto, altresì commissario per la sanità, non abbia ritenuto di potere fornire una risposta puntuale e inequivocabile in merito alla disponibilità dei fondi annunciati. Un gesto della solita noncuranza che conferma la necessità che sull’argomento intervenga la parola autorevole del Governo nazionale, magari sollecitato da interrogazione ad hoc, non escludendosi la nomina di un commissario ad acta, come fatto per altre grandi opere”.

Terza questione, il perché della localizzazione a Vagliolise. Per Bianca Rende “oggi è il sito più funzionale. Fermo restando il mantenimento dei servizi sanitari all’interno della vecchia sede dell’Annunziata, è il sito più baricentrico e accessibile, grazie alla stazione ferroviaria e agli altri mezzi di collegamento ecosostenibili. Resta altresì quello più prossimo all’Unical. Dove gli iscritti al corso di Laurea in Medicina e tecnologie digitali svolgono addirittura a Germaneto diverse attività laboratoristiche. Le cose potrebbero cambiare in un’ottica di città diffusa (citando ancora Renzo Piano) già costituita, con una diversa distribuzione degli elementi di direzione strategica, ma ad oggi così non è per cui si trasformerebbe, fuori da un discorso organico, di pesi e contrappesi, in una semplice spoliazione di quanto previsto e ottenuto da decenni in sostituzione del vetusto nosocomio bruzio”.

Un passaggio del suo intervento Bianca Rende lo ha riservato poi al dialogo tra Cosenza e Rende “che da sempre si svolge in forma comtetitiva – ha detto – e non cooperativa. Al netto di intitolazioni solo simboliche e dal sapore propagandistico, persino di fronte alla debolezza politica raggiunta procedendo singolarmente, i due nuclei urbani continuano a restare amministrativamente divisi e politicamente confliggenti.

Ora che sulla “polpetta” della Sanità territoriale si torna in modo maldestro, come già ieri sui giorni festivi di chiusura commerciale e persino sulla Fiera di San Giuseppe, o la disponibilità a una grande ospedalizzazione privata concorrenziale, diventa legittimo il sospetto di un’ennesima rendita elettorale conseguita attraverso l’ennesimo tentativo di progressiva spoliazione, come già avvenuto con Unical e Seminario arcivescovile, al di fuori di un qualsiasi comune riconoscimento amministrativo e rappresentativo di una conurbazione senza egemonie o vittimismi”. 

Bianca Rende ha ancora affermato che “la vera questione è rimasta politica ossia tra e chi e come gestirà il nuovo equilibrio e incremento di potere locale sulla Sanità pubblica che ne deriverà all’area urbana”. E la consigliera comunale invita a parlarne subito “senza furbizie dialettali, se non vogliamo proseguire la “paesanizzazione” della “Atene di Calabria”. 

Non c’è solo un quartiere di 20 mila abitanti (via Popilia) che ha problemi di ghettizzazione politica e tentazioni di liste “paesane”, facilmente imitabili domani nel quartiere San Vito e via degli Stadi e anche a Rende storica o altrove nel prossimo futuro. Anche il Quartiere San Vito – Campagnano di altri 20 mila abitanti, soffre di emarginazione e ha chiuso il Quartiere fieristico dopo avere rinunciato al grande Centro polivalente di formazione professionale gestito dai Salesiani. 

Ma così il capoluogo e Rende diventeranno un paesone di frazioni incomunicabili attento solo alle buche e alla quantità di servizio idrico notturno, ma indifferente alle funzioni di quaternario o terziario pubblico avanzato, come dimostra la delusione della raffinata ma emarginata Stazione delle Ferrovie dello Stato di Sara Rossi, diventata, nell’indifferenza generale, un rifugio incontrollato per piccoli e grandi forme di inciviltà.

Non c’è più e solo l’esempio di Corigliano e Rossano dove già si avverte negli equilibri politici regionali la crescita del loro peso economico e politico in tutti i partiti, sindacati e associazioni di categorie. Dov’è già corrisposto non solo un contributo speciale del Ministero degli interni, bensì un premio morale di felice inizio effettivo dei lavori del nuovo Ospedale regionale che non corre più , come il nostro, finora pretesto di polemiche elettorali e protagonismi solitari, il rischio abbastanza sottovalutato e irresponsabile di revoca dei finanziamenti, nell’assenza di ogni procedura ad iniziativa governativa o parlamentare. Siamo qui, oggi e ora – ha concluso la consigliera Rende- Siamo la calasse dirigente a cui la città guarda con fiducia e che è chiamata ad un gesto di serietà e responsabilità politica alto, a costituire, nei fatti, le condizioni perché la qualità della vita dei nostri figli sia, per certi aspetti, migliore e più sicura della nostra. Ed il nuovo Ospedale di Cosenza, moderno, efficiente e tecnologicamente avanzato, rientra tra queste condizioni. Ma è tempo, soprattutto, di concludere una filastrocca da dormiveglia prima che il bambino si svegli da solo”.

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Nell’intervento successivo, il consigliere comunale Antonello Costanzo ha ripercorso le diverse tappe che hanno caratterizzato la discussione sul nuovo Ospedale. “Se ne sente parlare – ha detto Costanzo – da oltre 50 anni, quando negli anni 70, l’allora giunta regionale guidata dalla Democrazia Cristiana, individuò la zona designata per la costruzione del plesso sulle colline del Comune di Mendicino. L’opera non venne mai realizzata e vennero sperperati decine di miliardi di lire, risultando uno spreco di denaro pubblico causato anche allora da scelte scellerate sull’ubicazione del sito. Tutto questo, arrivando agli anni nostri quando nel 2016 l’allora presidente della Giunta Regionale on. Mario Oliverio, con senso di responsabilità, avviò l’iter burocratico attraverso una pubblica manifestazione relativamente al progetto di fattibilità per la costruzione del nuovo plesso ospedaliero di Cosenza, pratica fondamentale al fine di non ripercorrere gli errori storici che la politica aveva commesso su un argomento tanto importante e delicato”.

Per Antonello Costanzo, altrettanto “importante è tenere presente il contesto attuale in cui versa la sanità pubblica calabrese e cosentina in particolare, a maggior ragione dopo gli eventi pandemici di questi ultimi 3 anni nel corso dei quali sono balzate all’evidenza tutte le difficoltà dell’attuale struttura dell’Annunziata. Vanno evitati gli errori del passato – ha evidenziato Costanzo – per perseguire quello che non è solo un progetto e una visione politica, ma il compimento di un atto civile e democratico che sia di servizio della comunità cosentina e di tutta la sua provincia”. Quanto all’individuazione del sito di Vaglio Lise come quello più indicato Costanzo rimarca l’esistenza di una rete di collegamento ( su ferro e su gomma) che le permettono di essere meglio servita rispetto alle altre soluzioni. Questa, che agli occhi di pochi può rappresentare una sfida ardua, è frutto di una reale riqualificazione sotto il profilo sociale e umano, ma soprattutto di qualità della vita di due zone che per anni sono state oggetto di abbandoni totali e di etichettature. Se l’area Sud storicamente ha rappresentato l’area ospedale, l’area nord ha vissuto all’ombra della città ricevendo la sola considerazione di periferia. La Politica ha la funzione di volàno che tende al miglioramento cittadino e non a creare ulteriori barriere e ulteriori differenziazioni”.

Per Antonello Costanzo “il tema vero è la realizzazione dell’opera di grande importanza che va a vantaggio di tutti i cittadini, a prescindere dalle loro latitudini di residenza e chi si ostina a voler sostenere diversificazione, parli chiaro e lo dica una volta per tutte che non è interessato alla realizzazione del nuovo ospedale, assumendosene le responsabilità verso tutti i cittadini della provincia”.

Subito dopo ha preso la parola il consigliere comunale Francesco Graziadio. “Oggi questo Consiglio – ha affermato – sta scrivendo una pagina di straordinaria importanza per la città di Cosenza. La Sanità è un tema centrale per la vita di tutti noi.

Quando siamo in salute non ne abbiamo percezione, è una condizione che siamo abituati a considerare normale; quando non siamo in salute, invece, noi o i nostri affetti più cari (i nostri figli, i nostri genitori, i nostri fratelli e sorelle) è la paura il sentimento predominante. La paura che non ci siano risposte al dolore, alla sofferenza che con prepotenza entra nelle nostre vite. Di fronte alla malattia riscopriamo tutte le nostre fragilità. Oggi, a quasi un secolo dalla sua inaugurazione – ha sottolineato ancora Graziadio – l’Ospedale civile dell’Annunziata non è più nelle condizioni di rispondere alle esigenze dei cittadini di Cosenza e della sua provincia. Lo sperimentiamo tutti i giorni, da troppo tempo, sulla nostra pelle.

E’ per questo che la realizzazione di un nuovo Ospedale – moderno, efficiente – si rende assolutamente necessaria. Senza perdere altro tempo. E il nuovo Ospedale può e deve sorgere nell’area di Vagliolise. Abbiamo un Studio di fattibilità che ce lo dice ma, sinceramente, sarebbe bastato chiedere ai cosentini e risparmiare un sacco di tempo e di soldi, ma la legge è legge e ben venga un parere tecnico che certifichi nero su bianco il sentimento popolare. Non esiste in tutto il territorio comunale – ha rimarcato il consigliere Graziadio – un’area che si presti allo scopo meglio di quella intorno alla Stazione ferroviaria e questa è percezione diffusa e comune. Un Hub moderno ha bisogno di ampi spazi, di collegamenti, di un respiro che l’Annunziata non è più in grado di assicurare. L’Annunziata, ma nemmeno l’area di Contrada Muoio, che era stata individuata dalla precedente Amministrazione.

Vaglio Lise è in grado di accogliere il nuovo Ospedale senza alcuna difficoltà. Ci sono gli spazi adeguati, è completamente in pianura, è facilmente raggiungibile da Sila e Presila e dal Tirreno grazie alla Ss 107, non è distante dallo svincolo autostradale e si colloca in una posizione straordinariamente baricentrica rispetto al territorio comunale. E poi – ha continuato Graziadio – Vaglio Lise si trova esattamente difronte al quartiere più popoloso della città, via Popilia, che ne trarrebbe anche inevitabili e positivi vantaggi economici, è facilmente raggiungibile dal Centro storico, certamente più delle altre soluzioni indicate e darebbe un segnale di attenzione verso la parte Sud della città troppo spesso trascurata nell’inseguimento verso il Nord che ha caratterizzato gli ultimi decenni di sviluppo urbanistico.

Diverso, il caso dell’Unical. Il dibattito mediatico di questi mesi ha sollevato in modo ipocrita e pernicioso una contrapposizione fra Ospedale di Cosenza e Università della Calabria che non esiste nei fatti. Anzitutto perché quando si è iniziato a parlare del nuovo Ospedale di Cosenza, la Facoltà di Medicina dell’Unical non esisteva proprio. Era un sogno. E poi perché contrapporre l’Ospedale di Cosenza all’Unical? Forse che a Catanzaro, o in decine di altre città italiane, non ci sono un Ospedale ed un Policlinico universitario? Vogliamo riaprire tavoli tecnici? Commissionare altri studi di fattibilità? Vogliamo rimettere in discussione tutto adesso?

Io dico di no. Dico che non possiamo più aspettare, che abbiamo il dovere di fare in fretta. Oggi l’amministrazione di Cosenza fa la sua parte perché individua la sede del nuovo Ospedale secondo quanto richiesto dalla Regione anni fa. Domani, quando i tempi saranno maturi, quando la Facoltà di Medicina sarà cresciuta come tutti noi auspichiamo, sarà pronta a sostenere la realizzazione di un Policlinico all’Unical. La sete di Sanità pubblica – e scusate se dico pubblica – è tanta e tale che una cosa non esclude l’altra. Con questo atto – ha concluso Graziadio -possiamo dire di aver fatto tutto quanto era di nostra competenza e di aver rispettato un preciso impegno preso in campagna elettorale dal sindaco Franz Caruso. Il tempo dell’attesa è finito, ed è durato fin troppo. E’ il momento di aprire i cantieri e di restituire alla Sanità pubblica la centralità che merita”.

Apprezzamento per la discussione che ha definito “di alto spessore e corretta” è stato espresso poi dal consigliere comunale Mimmo Frammartino che non ha lesinato parole di apprezzamento anche per la minoranza “che – ha detto – è maturata molto ed ha assunto consapevolezza di aver votato una scelta diversa. Stasera – ha aggiunto Frammartino – ci hanno fatto intendere che si guarda al di là. Stasera, finalmente si chiude una vicenda. Per troppi anni si è parlato di siti. Viene finalmente posta una pietra miliare. E io mi compiaccio. Dopo sei mesi dall’insediamento della nuova Amministrazione, questo – ha sottolineato Frammartino – è il consiglio più importante. Se penso che in 11 giorni la giunta ha deliberato sulla localizzazione del sito e una settimana dopo la commissione urbanistica ha fatto altrettanto, dopo di che il Presidente del Consiglio ha convocato l’assemblea, possiamo ritenerci soddisfatti perché stasera licenzieremo un atto importante. E questa sera – ha proseguito Frammartino – emerge con chiarezza quanto sia idoneo e funzionale Vaglio Lise”. E sull’attuale Ospedale: “l’Annunziata non viene abbandonata, sarà sostituito dalla cittadella della salute, anche perché non è più riqualificabile. Il nuovo Ospedale dovrà essere all’avanguardia. Stasera la palla passa alla Regione. Noi dovremo avere compiti di vigilanza. E’ la Regione che dovrà procedere a tutti gli adempimenti che le competono. Necessariamente ci si dovrà rapportare con il Presidente della giunta regionale”. 

Il consigliere Francesco Caruso che ha preso la parola subito dopo ha sottolineato che “la responsabilità delle scelte è della politica e non dei tecnici. A decidere cosa deve essere realizzato e la localizzazione dell’opera è la politica. I tecnici sono bravi nel come e nello stabilire l’efficienza della progettazione e nella collocazione nell’ambiente e del territorio, ma il resto lo fa la politica. Ci vuole una riflessione – ha affermato Francesco Caruso – La politica non può abdicare, né usare un paravento tecnico per giustificare una scelta. E’ giusto che il Comune eserciti la potestà di adottare delle determinazioni però se guardiamo al passato e agli scenari e ai teatrini noi avevamo una determinazione chiara non come sostenuto nelle sue insinuazioni dal consigliere Ciacco. La sanità non ha colore politico, però l’urbanistica ha diverse visioni. Quando si adottano delle scelte bisogna essere oculati. Lo studio di fattibilità non prevedeva la valutazione costi-benefici né di creare un vuoto nell’area di Cosenza sud che diventerà a rischio degrado e abbandono. Era necessario anche migliorare il sistema di prossimità. E la Cittadella della Salute è scaturita dalla necessità di creare delle opere complementari e compensative. Errori urbanistici – ha aggiunto Francesco Caruso – possono provocare effetti irreversibili che non si possono recuperare. Ecco perché è necessario riflettere.

Sono sicuro che ci sarà un’interlocuzione con il Presidente Occhiuto Politicamente deve, però, risultare che la nostra soluzione è differente rispetto alla scelta che è stata fatta”. Edcha anticipato il suo voto contrario. 

In sede di dichiarazioni di voto, nel corso delle quali sono poi intervenuti, i consiglieri Francesco Luberto, Alfredo Dodaro, Raffaele Fuorivia, Giuseppe d’Ippolito, Gianfranco Tinto e Ivan Commodaro, sono state presentate due risoluzioni, la prima da parte di Fratelli d’Italia, illustrata da Giuseppe d’Ippolito, e l’altra da Francesco Caruso. Le due risoluzioni sono state poi poste in votazione.

Nella risoluzione illustrata dal consigliere d’Ippolito per il gruppo di Fratelli d’Italia si demandava al Sindaco l’opportunità di avviare preliminarmente ogni interlocuzione utile a sottoscrivere l’Accordo di Programma, per la realizzazione del nuovo Ospedale di Cosenza e della Cittadella della Salute sull’attuale area dell’Ospedale, così come di tutte le opere connesse. E di comunicare le risultanze di tali decisioni al Consiglio Comunale affinché possa esprimere un più compiuto parere sull’ubicazione dell’ospedale.

Nella risoluzione illustrata dal consigliere Francesco Caruso si impegnava il Sindaco e la Giunta a reclamare, in sede procedimentale e nelle idonee sedi istituzionali, un’adeguata e certa programmazione di interventi che compensino sul piano urbanistico la delocalizzazione del plesso sanitario, attraverso idonei interventi complementari e di compensazione adeguatamente trattati sotto i vari profili (tecnico, economico, urbanistico e sociale) in maniera integrata ed organica con l’intervento principale, che tengano conto di un approccio sistematico al problema, in particolare per quanto riguarda i suesposti rischi che riguardano l’intera area vasta a sud di Cosenza, e che siano analiticamente definiti nei progetti e nelle fonti di finanziamento.

Anche Francesco Alimena, capogruppo del Pd, ha esultato per l’approvazione della delibera. «La maggioranza consiliare di centrosinistra su impulso del sindaco Franz Caruso e del presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca, ha compiuto uno degli atti più qualificanti previsti nel programma Cosenza 2050: l’approvazione della delibera, su proposta dell’assessora all’Urbanistica Pina Incarnato, che individua il sito di Vaglio Lise come sede del Nuovo Ospedale di Cosenza. In sede di votazione è stata registrata, peraltro, la non opposizione tramite voto di astensione dei consiglieri del gruppo di ” Fratelli d’Italia”.

Sì è data, così esecuzione all’esito dello studio di fattibilità, finanziato e commissionato dalla Regione Calabria. L’allocazione prevista dal suddetto studio di fattibilità, nell’area di Vaglio Lise, costituisce di per sé un atto di riorganizzazione urbana che, oggettivamente, impone un riordino non soltanto del sistema territoriale cittadino, ma dell’area urbana metropolitana e, persino, dell’intera provincia di Cosenza. La costruzione del nuovo ospedale pone il tema della riconversione della vecchia struttura ospedaliera, il plesso dell’Annunziata, realizzato nel 1939, che dovrà essere utilizzata come “Cittadella della Salute”, capace di ospitare uffici amministrativi, Casa della Salute e centri di assistenza specialistica e di ricerca avanzata.

Non si può perdere, ora, altro tempo nell’avvio delle procedure di progettazione e di realizzazione del nuovo ospedale che, oltre ad essere un avanzato intervento di edilizia sanitaria, rappresenta l’opportunità per un ammodernamento di tutta la strumentazione tecnologica sanitaria e biomedica. La previsione di allocare la nuova struttura ospedaliera nell’area di Vaglio Lise è, di fatto, una scelta che va a integrarsi con il recupero e la messa a bando, di questa amministrazione, degli interventi nella zona Sud di Cosenza, previsti nei programmi di investimento di “Agenda Urbana” e del “Contratto Istituzionale di Sviluppo Cosenza Centro Storico” e dell’insediamento della Casa di Comunità e dell’Ospedale di Comunità. Entrambe queste strutture, Casa e Ospedale di Comunità, già finanziate con fondi PNRR e anch’esse allocate nella zona Sud della città. Altro che depauperamento del Centro Storico!

Se, quindi, la zona Sud beneficia già di tali significativi investimenti, di uno stesso consistente intervento beneficerà così la zona più popolosa e al tempo stesso dimenticata della città, la zona di Via Popilia, tale da garantirgli un nuovo futuro. Si compie oggi quindi il primo passo di una grande riorganizzazione urbana di cui il Nuovo Ospedale sarà protagonista assoluto. Individuato il sito, bisogna rapidamente avviare le procedure per la progettazione e la realizzazione del nuovo hub ospedaliero. È auspicabile, pertanto, che la Regione assolva senza indugi il compito di dare certezze in tal senso».