venerdì,Luglio 1 2022

BoCs Art, Occhiuto: «Con me funzionavano ed erano ben tenuti ma non tutti possono capire»

L'ex sindaco su fb: «Milioni di euro in opere d'arte sono conservati nel Museo di proprietà comunale. Le strutture più non vengono utilizzate più avranno bisogno di manutenzione straordinaria»

BoCs Art, Occhiuto: «Con me funzionavano ed erano ben tenuti ma non tutti possono capire»

Sulle opere lasciate in eredità dall’era occhiutana, il dibattito sembra più vivo che mai. Prima è toccato al Planetario, adesso ai BoCs art. Ne avevamo parlato qualche giorno fa (qui il link) raccontando la genesi dell’idea, la gestione (pepata a tratti), le residenze organizzate, i problemi legati alla scarsa manutenzione e, infine, l’abbandono.

L’ex sindaco Mario Occhiuto, risponde oggi su fb a chi, commentando il nostro pezzo, chiede lumi sulla qualità dei materiali usati (oggi esposti alle intemperie che hanno causato i primi danni) e sulla logica che ha spinto alla costruzione di queste strutture.

«Questo progetto – scrive Occhiuto – è valso alla città di Cosenza un premio Smau come “città innovativa nel campo della produzione culturale”. L’iniziativa, ammirata ed apprezzata in tutto il mondo dell’arte contemporanea, ha il merito di aver fatto conoscere Cosenza a livello internazionale per caratteristiche positive e di grande portata innovativa e culturale. Il Comune inoltre possiede oggi più di 500 opere d’arte di grande qualità lasciate per contratto dagli artisti ospitati (in un museo dedicato da noi realizzato) che hanno la caratteristica esclusiva di essere state tutte ispirate dal territorio e realizzate in loco. Un progetto che in tutto il mondo è stato invidiato e che ha funzionato benissimo (fino ovviamente al periodo Covid) ma che – mi rendo conto – non tutti possono capire. Durante i miei mandati i BoCs sono stati utilizzati e sempre ben mantenuti».

Occhiuto arriva a quantificare il valore delle opere conservate nel Museo che si trova all’interno del Chiostro di san Domenico. «Oggi il Comune non solo ha la proprietà dei BoCs e del Museo (grazie al restauro compiuto in San Domenico sempre con fondi non comunali) ma anche delle opere d’arte che hanno il valore di qualche milione di euro».

Ma la manutenzione è la vera nota dolente. Manca da molto tempo. Lo scorso anno, proprio durante una manifestazione che prevede la permanenza di alcuni artisti in quei BoCs, criticità dovute all’assenza di manutenzione erano emerse già in piena campagna elettorale.

«I BoCs hanno sempre funzionato benissimo – si difende l’ex sindaco – e hanno ospitato centinaia di artisti in residenza. La manutenzione di tutte le strutture (pubbliche o private) deve essere costante ed è ovvio che prima di ospitare una nuova residenza sia necessario effettuare qualche lavoro (come sempre è stato fatto). È ovvio pure che più si lasciano inutilizzati più occorreranno poi opere di manutenzione straordinaria. Nel nostro periodo la Coop operante in quella zona della città svolgeva attività di custodia e di piccole manutenzioni ordinarie mentre la manutenzione straordinaria era di competenza del Comune».