venerdì,Agosto 19 2022

«Il comune di Cosenza non paga le prestazioni sociali»

Giovanni Gentile, presidente del circolo di Cosenza de "Il Movimento Politico La Calabria che Vuoi" lancia parole dure verso l'amministrazione comunale

«Il comune di Cosenza non paga le prestazioni sociali»

«Si sta sbriciolando il mondo dell’assistenza nell’ambito territoriale n.1 di Cosenza a causa di inutili sofferenze generate da una politica distratta. Decine di strutture socio assistenziali per minori, disabili anziani e via dicendo rischiano il default perché il comune di Cosenza non rimborsa le prestazioni da queste erogate finora». Il Movimento Politico La Calabria che vuoi Circolo di Cosenza, lancia parole dure verso l’amministrazione Caruso, attraverso le parole del presidente Giovanni Gentile.

«Negli scorsi mesi, più volte abbiamo chiesto di confrontarci sui temi dell’assistenza e del welfare a Cosenza perché eravamo a conoscenza dei problemi che affliggono questo settore a causa di una Riforma insostenibile che il Governo Regionale del 2019 in modo irragionevole ha voluto adottare. Ed è per questo che da aprile scorso abbiamo cercato il confronto politico con l’amministrazione attualmente in carica a Cosenza. Ma ci siamo visti chiudere le porte e negare qualunque apertura al dialogo» dice Giovanni Gentile. Ed è così che dalle previsioni tristi si è arrivati ai fatti dolenti.

La Regione Calabria come dal 2020 in poi, trasferisce i fondi a copertura delle prestazioni sociali, ma Cosenza non paga le prestazioni agli erogatori privati. Ad oggi, per il 2022, sono stati trasferiti già a febbraio ed a giugno due trance del fabbisogno economico annuale ma nessun centesimo è stato rimborsato a chi spettava, ovvero alle strutture che hanno erogato ed erogano quotidianamente le prestazioni.

A monte c’è, sicuramente, una riorganizzazione del welfare calabrese completamente inadeguata, varata nel 2019 con la DGR 503 dalla giunta Oliverio, a valle un comune capo ambito, quello di Cosenza, che sta trascinando nel baratro altri 13 comuni e tutto il comparto dell’assistenza di questi territori. Si sta generando un circolo vizioso e drammatico perché si accumulano ritardi di stipendi, di pagamenti a fornitori e via dicendo che a pioggia si riversano su ben 13 comuni costituenti l’ambito di Cosenza, le cui sorti sono legate al bilancio del comune capofila.

«Abbiamo raccolto la denuncia di decine di strutture per minori, disabili ed anziani nell’ambito della nostra attività politica sul territorio. Operatori del settore che, stanchi di interloquire con un’amministrazione sorda, ci hanno chiesto aiuto e di dare voce allo stato di emergenza economica nella quale versano. Abbiamo raccolto la loro rabbia anche difronte al fatto che il Comune di Cosenza, invece, paga con regolarità e massima puntualità le strutture socio assistenziali di altre Regioni dove – inspiegabilmente – continua a ricoverare nostri concittadini in strutture socio assistenziali a costi molto più alti rispetto alle tariffe che si applicano nella nostra Regione. Non è possibile ed ammissibile che si paghino diarie di 235 euro al giorno per case famiglie in Lombardia quando abbiamo qui in Calabria ed in provincia di Cosenza case famiglie che costano molto meno della metà» continua il responsabile del Movimento Politico la Calabria che Vuoi – Circolo di Cosenza.

Un lavoro tanto delicato quello dell’assistenza alle persone in stato di bisogno che in questo periodo diventa essenziale come non mai, tenuto in modo inspiegabile in sofferenza per i soliti disservizi e mal funzionamenti dell’ente pubblico. Ma lo stallo dei pagamenti si annuncia ancora lungo e duraturo appeso al filo della discrezionalità – politica ed amministrativa – di non si sa bene quale decisore.

Le sofferenze economiche delle strutture socio assistenziali sono ormai insostenibili con sette mesi di arretrati e, peraltro, spese quotidiane aumentate a dismisura anche per via della pandemia e dell’aumento del costo della vita. «Continueremo la nostra azione politica sul territorio a sostegno delle strutture socio assistenziali e delle fasce deboli» conclude Giovanni Gentile «ed invitiamo, ancora una volta, il Sindaco e gli Assessori al ramo ad un confronto immediato sui problemi sollevati. Perché siamo convinti da sempre che la politica sia confronto e costruzione condivisa con le parti politiche e sociali poiché non c’è democrazia partecipata se non c’è condivisione».

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