martedì,Settembre 27 2022

Anche Cosenza piange la scomparsa del linguista Luca Serianni

Lo ricordano il Liceo Classico "Telesio" ed il dirigente Iaconianni: «Ha fatto grande la scuola e l'università italiana nel mondo. E' stato un maestro di umiltà e di cultura»

Anche Cosenza piange la scomparsa del linguista Luca Serianni

Appresa la scomparsa del professore Luca Serianni, già docente dell’Università La Sapienza di Roma, illustre linguista e filologo, amico del Liceo Classico “Telesio” di Cosenza e sempre vicino alle iniziative messe in campo dall’istituzione scolastica, il dirigente scolastico, ing. Antonio Iaconianni ed il personale tutto della scuola, esprimono profonda commozione e sono vicini al dolore dei familiari.

Il dirigente, ing. Antonio Iaconianni in una nota stampa ha dichiarato: «Oggi, in questo difficile e delicato momento che sta attraversando il nostro Paese, apprendere la triste notizia della morte del professore Serianni, socio dell’Accademia della Crusca e dell’Accademia dei Lincei, vicepresidente della società Dante Alighieri, e curatore del dizionario Devoto-Oli Storia della lingua italiana, nonché autore di molti volumi straordinari dal punto di vista scientifico e direttore delle riviste “Studi linguistici italiani” e “Studi di lessicografia italiana”, accresce il senso di dolore e di smarrimento in ognuno di noi. Non è in lutto solo il mondo della cultura, della scuola e dell’università, ma l’Italia tutta che perde uno dei suoi figli più illustri. Sempre vicino al nostro Liceo – ha continuato il Preside – mi piace ricordarlo per la sua disponibilità e generosità che dimostrò in diverse occasioni verso i nostri studenti, come quando anche nei giorni difficili della pandemia non si risparmiò e regalò loro una magistrale lezione intervenendo nel ciclo di lezioni “I Grandi a casa nostra” iniziativa messa in campo dal nostro docente Angelo Costa al quale lo legava un rapporto di amicizia ed affetto. Con Luca Serianni – ha concluso Iaconianni – se ne va un modello di studioso, di ricercatore e di docente di quelli che hanno fatto grande la scuola e l’università italiana nel mondo, un punto di riferimento per docenti e studenti, un rappresentante di quella conoscenza vissuta come servizio verso il Paese e particolarmente verso i giovani. Oggi l’Italia è orfana di un maestro di umiltà e di cultura che ci ha insegnato tra le altre cose anche che il sapere non è ostentazione, ma concretezza per far crescere e migliorare il mondo che ci sta intorno partendo proprio dalle giovani generazioni».

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