lunedì,Agosto 15 2022

Cufone (Idm): «Il ponte di Surdo a Rende è l’antitesi della città green»

«Purtroppo ad oggi non è possibile chiedere la demolizione di un’opera progettata ed autorizzata dalle autorità competenti, tenuto conto anche del SAL (stato avanzamento dei lavori) raggiunto»

Cufone (Idm): «Il ponte di Surdo a Rende è l’antitesi della città green»

«Lo scorso mese di Aprile scrissi un mio pensiero al riguardo della passerella pedonale sul fiume Surdo in fase di realizzazione con una spesa di mezzo milione di euro circa, quando già dalle fondazioni si evinceva una certa sopraelevazione. Ad oggi sorge spontanea la domanda: cosa rimane di quella visione di città inclusiva, smart e soprattutto green?». Lo afferma Francesca Cufone, Commissario Idm Rende.

«Noi di Idm – spiega in una nota – auspichiamo la prosecuzione del già esistente percorso pedonale e ciclabile del centro città lungo le contrade e che sia consono alle esigenze oggigiorno sempre più crescenti di spostarsi sulle due ruote ( dalla bici al monopattino) ovvero semplicemente a piedi. E però da ciò che si evinceva dal progetto di Rigenerazione urbana, l’Amministrazione comunale di Rende non aveva chiara la direzione lungo la quale muoversi, in quanto erano stati destinati quasi 5 milioni di euro per realizzare otto progetti non correlati tra loro e senza una visione strategica. Con la ciliegina sulla torta (si fa per dire) della passerella pedonale in fase di realizzazione, che per quanto è costata non sembrava affatto essere destinata al solo passaggio pedonale e che è l’emblema di una mancanza di visione “lungimirante” da parte dell’attuale Amministrazione».

«A parità di spesa – continua Francesca Cufone – si poteva inserire nel progetto la messa in sicurezza di altri ponti già esistenti: a Quattromiglia, per esempio, il ponte pedonale in legno sull’Emoli continua ad essere transennato dopo una brevissima riapertura durante l’estate 2018; il ponte carrabile sul fiume Surdo che collega la rotatoria di Ortomatera con Rende è da mesi transennato e percorribile solo a senso unico, creando disagi non indifferenti ai residenti e passanti. In ultimo, ma non per importanza, la passerella in fase di realizzazione sarebbe stato preferibile realizzarla con materiale legnoso e non in cemento armato, il che avrebbe consentito una spesa inferiore senza snaturare il contesto su cui sarebbe sorta».

«Purtroppo ad oggi non è possibile chiedere la demolizione di un’opera progettata ed autorizzata dalle autorità competenti, tenuto conto anche del SAL (stato avanzamento dei lavori) raggiunto. Possiamo solo sperare che per la restante parte da completare ci si attenga alle nuove linee guida ricevute a livello provinciale affinché sia rispettato il contesto paesaggistico e naturale su cui è sorta la passerella e che non resti quindi un’opera incompiuta, tra l’altro unica opera interamente ascrivibile all’attuale amministrazione. Siamo certi, peraltro, che con un piccolo sforzo e con una maggiore visione si poteva renderlo anche carreggiabile, o comunque destinare la spesa per riqualificare un’area più ampia che tenesse conto di entrambi i torrenti: Emoli e Surdo. Ma soprattutto – conclude Francesca Cufone, commissario di Idm Rende – che fosse un’opera ecosostenibile, cosa che certamente oggi non è».