giovedì,Ottobre 6 2022

Sila, il Rifugio di Monte Curcio tra i siti da recuperare (e riabitare)

Tra le 66 schede raccolte, Legambiente segnala alcuni casi di strutture abbandonate che necessitano di una strategia mirata

Sila, il Rifugio di Monte Curcio tra i siti da recuperare (e riabitare)

C’è anche la Sila tra i rifugi montani da rivalutare secondo il rapporto “Abitare la montagna nel post Covid” pubblicato da Legambiente. Il censimento degli edifici fatiscenti, presenti nelle aree montane italiane rappresenta il cuore e la novità di questo report che analizza «66 strutture, di piccole dimensioni o complessi significativi, abbandonate ad uno stato di degrado, che necessitano di una strategia mirata: edifici legati all’industria dello sci, ma anche hotel, colonie e caserme di confine, lasciati senza una prospettiva. Tra le cause più frequenti dell’abbandono: il cambiamento della domanda turistica per assenza di neve, la necessità di ingenti reinvestimenti di ammodernamento, mancati adeguamenti tecnici, scelte imponderate rispetto ai flussi turistici, speculazioni di basso cabotaggio». La Sila è presente, come unica rappresentante calabra, con il “Rifugio Monte Curcio” a Camigliatello Silano (CS).

Tra le 66 schede raccolte, Legambiente segnala alcuni casi simbolo: in Piemonte il complesso alberghiero di Viù nella frazione di Tornetti (TO), opera mastodontica la cui realizzazione, iniziata negli anni ‘80, è rimasta incompiuta; in Sicilia l’ex hotel “La Montanina Piano Zucchi” (PA), edificio chiuso dagli anni ’90, oggi fatiscente e a rischio crollo. E ancora altri casi di hotel dismessi in Veneto con l’hotel “Passo Tre Croci” a Cortina d’Ampezzo (BL), in Campania l’hotel-residence “4 camini” Laceno (AV), in Abruzzo il complesso alberghiero “Campo Nevea” a L’Aquila, in Umbria l’ex “hotel del Matto Monteluco” di Spoleto (PG), in Lombardia le “Terme Bagni” di Val Masino (SO), in Valle D’Aosta l’hotel “Busca Thedy Gressoney la Trinitè” ad Aosta, in Sardegna l’hotel “Sporting Club” a Monte Spada Fonni (NU). E ancora il caso simbolo, in Trentino-Alto Adige, delle caserme austro-ungariche nella piana delle Viote, sul Monte Bondone (TN): pregevole esempio dell’architettura militare del primo Novecento e dal 2008 completamente abbandonate. Rispetto alle ex colonie, emblematici gli esempi in Liguria di quella di Monte Maggio Savignone (GE) e in Toscana quella di Abetina di Prunetta Piteglio (PT), la prima quasi completamente inagibile e la seconda ormai in situazione di estremo degrado.