domenica,Novembre 27 2022

Alberi tagliati a Rende, i riformisti: «Impoverito il grande patrimonio della città»

L'intervento dopo la denuncia da parte delle associazioni ambientaliste: «Ci chiediamo se siano state date indicazioni per la messa a dimora di piante in sostituzione di quelle abbattute»

Alberi tagliati a Rende, i riformisti: «Impoverito il grande patrimonio della città»

«Dopo nove anni di governo, il sindaco Manna, che ha ereditato una delle città con maggiore presenza di verde d’Italia, ancora non è stato capace di “mettere a dimora” un solo albero». È quanto dichiara, in una nota, la Federazione riformista di Rende. «Anzi – continua –, per verità, due cipressetti, peraltro già rinsecchiti, sono stati piantumati nei pressi di piazza De Vincenti, forse per dare a questo luogo un’atmosfera di tristezza, opera genialmente completata con l’installazione dei nuovi organi illuminanti».

«In compenso, però – aggiungono i riformisti rendesi –, Manna ha fatto abbattere centinaia di alberi di alto fusto, per ultimo 44 esemplari con quasi cinquant’anni di vita vegetativa, impoverendo il grande patrimonio della città. Le amministrazioni riformiste hanno piantumato, nel corso degli anni, sulle pubbliche strade, nei parchi e negli spazi verdi migliaia di alberi, per come ci viene riconosciuto anche dalle associazioni ambientaliste intervenute per tutelare il patrimonio arboreo della città».

«A queste stesse associazioni, con simpatia – affermano ancora –, ci preme dire che i riformisti hanno costruito una città in attuazione di uno strumento urbanistico, “concedendo” ai richiedenti aventi diritto solo quanto loro spettante in ossequio alle norme tecniche di attuazione del Piano regolatore generale. Ci preme affermare, altresì, che in attuazione del predetto strumento urbanistico, anche i privati, esecutori di interventi edilizi, hanno piantumato molti alberi in proporzione alle volumetrie realizzate. È del tutto evidente, che le predette piantumazioni ad iniziativa dei privati, si sono aggiunte alle migliaia di alberi che, per come si diceva, sono stati “messi a dimora” direttamente dal Comune di Rende a guida riformista».

«Siamo curiosi di sapere – concludono – i professionisti che hanno certificato la necessità di abbattere i 44 esemplari e se le autorità competenti hanno approvato tale indirizzo. Inoltre, corre l’obbligo di chiedersi se i professionisti e le predette autorità hanno dato all’amministrazione comunale le opportune indicazioni per la “messa a dimora” degli alberi in sostituzione di quelli abbattuti. Condividiamo, infine, la presa di posizione delle associazioni ambientaliste, che hanno dichiarato la loro disponibilità a collaborare con l’amministrazione comunale, per individuare quanto necessario fare per conservare gli esemplari arborei ritenuti a rischio e per dare, altresì, le opportune indicazioni su quelli da abbattere e sulla loro sostituzione».