venerdì,Dicembre 2 2022

Tarsia-Sibari, la vera (e vecchia) storia di un progetto datato 2011 e di una strada che ancora non c’è

Undici anni fa l'avvio dei lavori del primo lotto, ancora non completato. Ieri l'inaugurazione della galleria Serra Castello con l'esultanza della presidente della Provincia Succurro che dichiara: «Una nostra priorità». Ma prima di lei lo avevano detto altri...

Tarsia-Sibari, la vera (e vecchia) storia di un progetto datato 2011 e di una strada che ancora non c’è

L’ultimo diaframma va giù e parte l’applauso. Rosaria Succurro, insediatasi a marzo scorso alla guida della Provincia di Cosenza, in tenuta sportiva e caschetto giallo si mostra sorridente nelle foto ricordo dei festeggiamenti per il completamento dello scavo della galleria Serra Castello, lungo la Sp 197 Tarsia-Sibari. Era una «priorità» della sua amministrazione, dice. E ancora: «La Provincia di Cosenza continua, su mio impulso, a lavorare senza sosta per dare risposte concrete nel settore strategico della viabilità. Con questo importante intervento proseguiamo il nostro programma di messa in sicurezza delle strade provinciali, perché il tema della sicurezza stradale figura al primo posto dei miei obiettivi di mandato».

Nella Calabria dei ritardi e delle attese estenuanti, il completamento di un’opera è sempre una buona notizia. Ma – sempre nella Calabria di cui sopra – qualcuno per limiti geografici o di memoria potrebbe restare a bocca aperta davanti a tali tempi record: insediamento a marzo, programma di governo (con la viabilità tra i punti principali) approvato a luglio, a fine agosto già un primo e importante colpo messo a segno. Bacchetta magica o capacità fuori del comune (e anche della provincia, verrebbe da dire)? Nessuna delle due. Perché la storia della Tarsia-Sibari – che in realtà nasce come Cosenza-Sibari – è storia vecchia e tale è anche «l’intervento in progetto» di cui nel comunicato di ieri tanto si compiace l’ente a guida Succurro.

Un intervento che affonda le sue radici nel lontano 2011, quando inquilino di piazza XV Marzo era ancora Mario Oliverio. Senza soffermarsi su quello che prevedeva davvero il progetto iniziale (lo si può però leggere qui), la storia la si può far partire a settembre di quell’anno con l’avvio del cantiere del primo dei tre lotti in programma. Un’opera che – si disse in occasione dell’inaugurazione dei lavori – si prevedeva di completare entro la fine del 2013.

Quasi un anno dopo, a novembre 2014, Mario Occhiuto – che nel frattempo aveva raccolto il testimone di Oliverio – tagliava il nastro del «nuovo tratto» presentandolo come «un’arteria importante» anche se altro non era che poco più di un chilometro di strada nuova ma con la promessa di un «nuovo impulso» ai lavori.

Lavori che invece vengono ereditati da Franco Iacucci, che nel 2021 avviava il cantiere del secondo lotto (al cui interno si trova la galleria Serra Castello) senza tuttavia riuscire a mettere un punto al primo lotto a causa di un contenzioso con la ditta esecutrice dell’appalto dell’altra galleria (Cozzo Castello) che ancora ne impedisce l’apertura. Anche di quella era stato festeggiato l’abbattimento dell’ultimo diaframma, il 4 dicembre 2013, ed erano stati poi realizzati i due viadotti di accesso che, però, sono sempre rimasti chiusi.  

«C’è stato un problema legato al contratto», rispondeva un anno fa Iacucci alla nostra richiesta di spiegazioni. Rassicurando poi che il problema sarebbe stato presto risolto. «Abbiamo avviato la procedura di rescissione del contratto a danno. Intanto ci prepariamo a completare il primo lotto con le ultime cose che mancano. Entro fine anno chiuderemo questa storia».

Ma poi l’anno si è chiuso e la Provincia è passata di mano al centrodestra sotto la guida di Rosaria Succurro. Alle cui dichiarazioni Iacucci oggi replica ricordando come i lavori – e i finanziamenti – per l’ammodernamento della Sp 197 siano frutto dell’attività delle amministrazioni precedenti. Un’attività che, certo, non è stata senza macchia e che – quali che ne siano i motivi – non ha rispettato le promesse iniziali, ma sulla cui scia forse oggi si intravede una piccola luce – è il caso di dirlo – in fondo al tunnel.

Per sapere se sarà veramente così, bisogna però attendere – calendario alla mano – maggio del prossimo anno, quando scadranno i due anni esatti dall’avvio del cantiere del secondo lotto, ossia il tempo stabilito per il completamento dei lavori.

Restano, però, anche altre questioni aperte. La prima: quando si potrà usufruire della galleria Cozzo Castello? La seconda: il terzo lotto, quello che dovrà completare il percorso fino alla frazione Cantinella di Corigliano-Rossano, ha speranze di essere realizzato? A questa domanda, lo scorso anno Iacucci ci rispondeva così: «Abbiamo già messo a punto il progetto preliminare per poter chiedere il finanziamento alla Regione. Vedremo se i soldi arriveranno».