giovedì,Ottobre 6 2022

Pallavolo, la denuncia del presidente Fipav Cosenza: «Non abbiamo strutture»

L'Italvolley ha vinto il Mondiale. Marco Mari, numero uno del comitato provinciale, spiega: «Solo il calcio ha più iscritti di noi, ma lottiamo con i collegi docenti per l'utilizzo delle palestre»

Pallavolo, la denuncia del presidente Fipav Cosenza: «Non abbiamo strutture»

La vittoria della Nazionale di Pallavolo italiana ai Mondiali ha riacceso i riflettori su uno sport che vanta migliaia di iscritti e appassionati. La Calabria ha espresso la punta di diamante del sestetto azzurro, Daniele Lavia che da Rossano ha scalato, è proprio il caso di dirlo, il tetto del mondo. La Coppa, però, dà modo ai vertici provinciali della Federazione di rivendicare uno spazio maggiore in tema di strutture e visibilità. Marco Mari, numero uno del comitato bruzio, spiega tutto ai nostri microfoni.

«Il volley è uno sport che non ha la giusta vetrina – dice il presidente della Fipav Cosenza -. Dopo il calcio vanta il maggior numero di tesserati specialmente a livello femminile. Mi auguro che dopo la vittoria del Mondiale si inverta il trend e si prenda consapevolezza della cosa».

Mari pone l’accento su una carenza comune a tante altre discipline, che da tempo immemore non ricevono adeguato trattamento. «Il problema delle strutture a Cosenza e provincia si ripete ciclicamente. Il nostro – afferma – è uno sport che si pratica al chiuso, quindi abbiamo bisogno delle palestre. Queste sono di competenza talvolta della Provincia e in altri casi dei singoli comuni essendo scolastiche. Ci ritroviamo, pertanto, in periodo estivo a dover sollecitare il primo ente per i bandi e, una volta iniziate le lezioni, a mediare con i professori e i collegi docenti per l’utilizzo degli spazi».

Impossibile, seguendo il suo ragionamento, programmare a lunga gittata ed investire in un settore dove c’è la concreta possibilità di eccellere. I risultati conseguiti in passato da Corigliano, Reggio Calabria e Vibo Valentia e l’ascesa in campo internazionale dello stesso Lavia ne sono la testimonianza lampante. «Ad aprile c’è stato un incontro con i vertici nazionali della Fipav ai quali abbiamo ribadito le condizioni, davvero precarie, in cui ci troviamo ad operare. Parliamo di uno sport aggregante -aggiunge ancora Mari – dove non esistono azioni personali. Ritengo sia quello di squadra per eccellenza».

Il presidente della Fipav Cosenza loda, infine, un’iniziativa partorita dalla federazione di appartenenza. «Concordo nell’affermare che la pallavolo sia forse uno sport troppo tecnico. Ecco perché è nato il progetto S3 che consente ai bambini di approcciarsi al volley in maniera differente. Le reti sono poste ad un’altezza più bassa ed è consentito loro di bloccare una volta la palla. Insomma, si sta facendo di tutto per renderlo godibile anche ai più piccoli».