giovedì,Ottobre 6 2022

Fratelli d’Italia, arrestata l’ex assessora Barbara Mirabella

E' accusata di corruzione. Avrebbe incassato una mazzetta da 10mila euro per organizzare un congresso a Catania. Attualmente è candidata alle regionali in Sicilia

Fratelli d’Italia, arrestata l’ex assessora Barbara Mirabella

Arresti domiciliari per l’ex assessora al Comune di Catania Barbara Mirabella, candidato ora alle regionali in Sicilia per Fratelli d’Italia. La decisione della Procura di Catania arriva al termine di un’indagine che ha riguardato l’uso di ambulatori al Policlinico della città da parte di due medici in quiescenza. Per Mirabella l’accusa è di corruzione.

Mirabella risulta coinvolta in un episodio che ha ruotato attorno all’organizzazione del 23° Congresso Nazionale della SIC – Società Italiana di Chirurgia, società della quale risulta presidente Francesco Basile, direttore della Unità Operativa Complessa di Clinica Chirurgica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico G. Rodolico di Catania.

Sono stati, infatti, acquisiti elementi in ordine agli stretti rapporti instaurati tra il Basile, gli amministratori della società New congress s.r.I., che ha organizzato l’evento, e l’allora assessore del comune di Catania con delega, tra l’altro, per i grandi eventi, Barbara Agnese Mirabella, che sarebbero andati oltre la fisiologia. Al fine di ottenere incondizionato ausilio dell’assessore e, dunque, dell’amministrazione comunale per tutte le necessità della organizzazione del prestigioso congresso, infatti, gli amministratori della New Congress s.r.l., avrebbero accettato di pagare 10.000 euro alla società EXPO srl., della quale era socia l’assessore Mirabella, per la prestazione di servizi non necessari alla organizzazione dell’evento.

Nella fase preparatoria del congresso sarebbero emerse condotte concussive poste in essere dal Basile nei confronti dei rappresentanti di due aziende farmaceutiche per ottenere cospicui contributi per il finanziamento del congresso (in un’occasione pari a 80.000 euro) mediante esplicita minaccia della sospensione da parte del Policlinico, in caso contrario, degli acquisti dei prodotti dei quali le due aziende erano fornitrici.

fonte: LaPresse