giovedì,Ottobre 6 2022

Veleni nel fiume Crati, in aula sfilano i testimoni

Sentiti un turnista dell’impianto di Coda di Volpe e il responsabile del laboratorio di analisi, in sei rispondono di inquinamento ambientale aggravato

Veleni nel fiume Crati, in aula sfilano i testimoni

È ripresa con l’audizione di altri due testi della Procura la lunga istruttoria dibattimentale del processo per l’inquinamento del Crati, noto come “Cloaca maxima”, avviato a seguito di indagini svolte all’inizio del 2018, che avevano fatto emergere la massiccia presenza di reflui non depurati nelle acque del fiume. Martedì davanti al giudice Stefania Antico si è infatti tenuta una nuova udienza durante la quale il pubblico ministero Giuseppe Cozzolino ha interrogato un turnista dell’impianto di depurazione di contrada Coda di Volpe di Rende e quello che era, al tempo dei fatti contestati, il responsabile del laboratorio di analisi interno alla struttura, cui sono seguite le domande degli avvocati.

Il processo vede imputati cinque dipendenti della società che gestiva l’impianto, insieme all’allora direttore, accusati di inquinamento ambientale aggravato e difesi dagli avvocati Francesco Carotenuto, Pasquale Vaccaro, Gianluca Serravalle, Giuseppina Ferro, Gaetano Bernaudo, Massimiliano De Rose. I fatti emersi dalle indagini destarono l’attenzione degli ambientalisti e al processo si sono così costituite parte civile le associazioni Fare Ambiente Laboratorio Verde di Cosenza, rappresentato dall’avvocato Anita Frugiuele, WWF Calabria Citra con l’avvocato Fabio Spinelli e Legambiente Calabria con l’avvocato Rodolfo Ambrosio nonché il Consorzio Valle Crati con l’avvocato Erika Rodighiero. L’ascolto dei testimoni della corposa lista indicata dalla Procura riprenderà alle udienze fissate a partire dal prossimo mese di gennaio.