martedì,Settembre 27 2022

Covid nemico dei clan, i boss di Cosenza e Rende intercettati:«Non si riscuote niente»

Le preoccupazioni di Patitucci e Di Puppo per i danni causati dalla pandemia alle attività illecite, in primis estorsioni e droga

Covid nemico dei clan, i boss di Cosenza e Rende intercettati:«Non si riscuote niente»

«Non si riscuotono soldi» si lamenta uno; «Non si riscuote niente Francé, in mezzo alla strada è un casino», gli fa eco l’altro. In questo botta e risposta fra Michele Di Puppo a Francesco Patitucci c’è la conferma a un sospetto: che la pandemia del biennio 2020-2021 non ha messo in crisi solo il commercio e l’imprenditoria, ma anche le attività illecite dei clan. I dialoghi fra due dei principali indagati dell’ultima inchiesta Dda, intercettati tra marzo e aprile del 2020, sono rappresentativi delle preoccupazioni che agitano i boss, in quei giorni alle prese pure loro con gli effetti del virus e con le restrizioni imposte dal lockdown. «E intanto come cazzo dobbiamo fare?» sbotta Patitucci. I due fanno i nomi di una serie di bar, ristoranti, gioiellerie, negozi d’alta moda e persino farmacie che in un recente passato pagavano la protezione, ma che ora hanno sospeso le dazioni quadrimestrali poiché costrette ad abbassare le saracinesche.

La droga

Non va meglio neanche sul fronte del narcotraffico. Patitucci riporta all’amico lo sfogo «di Renato», verosimilmente Mario Piromallo, che durante un precedente incontro si è espresso in questi termini: «Francè, questo mese sto facendo difficoltà a raccogliere i soldi. Se qualcuno è un mago, io non lo sono». Che si parli proprio di droga, lo si intuisce nel prosieguo del discorso perché, a quanto pare, il problema rappresentato da Piromallo è che «non riesce a farsi portare la roba». Di Puppo no, i suoi canali sono attivi – «Io la vado a prendere a Lungro» – ma ciò nonostante, il quadro finanziario della Confederazione resta desolante. Il capo ha un’intuzione: farsi dare in anticipo i soldi da tutti gli spacciatori senza attendere che gli stessi smercino la roba ai clienti, ma l’altro si mostra scettico: «Se mi metto a girare tutti i giorni, ad andare a prendere a schiaffi le persone, allora il problema c’è».

Le soluzioni

Il problema c’è, ma quegli incontri primaverili sono fatti anche per trovare soluzioni. Patitucci e Di Puppo parlano di altre attività rimaste aperte nonostante il virus – «Eh, questi stanno lavorando e ce li devono dare» – e il discorso si sposta poi su alcuni costruttori da «stringere» o «beccare» e su altre potenziali vittime da «pungere». Nel mirino c’è un grosso supermarket, ma più in generale è Di Puppo a rappresentare, in sintesi, la filosofia del momento: quella di rastrellare più soldi possibili, anche se inferiori alle aspettative. «Vaffanculo, quanti sono sono. Che ce ne frega».