giovedì,Ottobre 6 2022

Torano Castello, condanna definitiva per l’uomo di 73 anni che abusò della nipotina

La vicenda giudiziaria era emersa nel 2019, quando la procura di Cosenza aveva eseguito l'arresto. Decisiva l'insegnante di sostegno che capì per prima che nella minorenne c'era qualcosa che non andava

Torano Castello, condanna definitiva per l’uomo di 73 anni che abusò della nipotina

Abusò sessualmente della nipotina per sette anni. Con queste accuse la terza sezione penale della Cassazione ha condannato in via definitiva un 73enne di Torano Castello, Ottavio Trombino, arrestato nel 2019, dalla procura di Cosenza, a seguito delle indagini svolte dai carabinieri della stazione di Torano Castello. Una vicenda quindi che si è conclusa in maniera rapida, visto che dal 18 dicembre 2019, giorno in cui i militari dell’Arma avevano eseguito l’ordinanza cautelare, al 20 settembre 2022, data della sentenza emessa dagli ermellini, non sono passati neanche tre anni pieni.

La pena complessiva è stata di sei anni e mezzo. L’uomo si trovava ai domiciliari e nella giornata di ieri è stato trasferito presso la casa circondariale, dove sconterà il resto della condanna. La Cassazione, inoltre, lo ha condannato anche alla misura di sicurezza del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, dopo che avrà espiato la pena.

Abusi sessuali a Torano Castello, la ricostruzione dei fatti

La vicenda giudiziaria nasce dalla denuncia presentata da un’insegnante di sostegno che nel corso delle lezioni aveva notato qualcosa che non andava nella ragazza all’epoca minorenne, oggi invece 22enne, tanto da precipitarsi dai carabinieri per raccontare quello che la persona offesa, assistita dall’avvocato Gianluca Bilotta, aveva vissuto per tanti anni a causa dello zio pedofilo.

Nel corso dell’istruttoria dibattimentale la vittima aveva sempre confermato le accuse nei confronti dello zio imputato con dovizia di particolari, con un racconto logico e sempre credibile confortato dalle testimonianze dei familiari, delle amiche e delle compagne di classe. Decisiva dunque la capacità dell’insegnante di sostegno di cogliere quei cambiamenti che la ragazzina manifestava nel periodo di frequenza scolastica. Capacità di ascoltare e di far aprire una minorenne che ovviamente era scossa per quello che le accadeva intorno, nel suo nucleo familiare.

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