domenica,Novembre 27 2022

Manca il personale, Pediatria in emergenza negli spoke della provincia: le denuncia della Cgil – VIDEO

L’allarme viene lanciato dai segretari Vincenzo Casciaro e Giuseppe Guido che si rivolgono ai vertici dell’Asp chiedendo una soluzione immediata

Manca il personale, Pediatria in emergenza negli spoke della provincia: le denuncia della Cgil – VIDEO

Personale sott’organico per l’assistenza pediatrica negli ospedali spoke di Corigliano-Rossano, Castrovillari e Cetraro. Turni massacranti nei presidi, e per garantire il servizio h24 si ricorre al personale esterno offerto da una cooperativa privata. La denuncia arriva dalla Cgil che sottolinea la gravità del momento per i pazienti pediatrici in larga parte della provincia di Cosenza.

«È un miracolo garantire i ricoveri e le cure per i bambini malati. Da anni a Corigliano e a Cetraro i turni pediatrici e l’apertura h24 dei reparti di Pediatria sono garantiti da una cooperativa di pediatri, per carenza ormai cronica di medici. Mentre l’unica unità di Pediatria, che finora era riuscita a garantire con regolarità i turni di servizio, ossia Castrovillari, rischia seriamente di andare in sofferenza, per l’imminente preventivata assenza di tre dei sei medici assegnati. Una situazione assurda – segnalano i segretari Cgil Vincenzo Casciaro e Giuseppe Guido – che va ad aggravare ulteriormente le già critiche situazioni che si registrano nelle Pediatrie di Corigliano e Cetraro».

Le ragioni sono da attribuire ai «tagli imposti da dodici anni di commissariamento della Sanità calabrese, mentre la spesa per la migrazione sanitaria, a carico della Regione, continua a lievitare». Per i sindacalisti «bisogna mappare le carenze di personale medico e non medico, concentrare tutte le risorse, ordinarie e straordinarie, assegnate per l’emergenza Covid e in funzione del Pnrr, e procedere con le assunzioni del personale necessario a garantire il diritto alla salute. Ciò dovrà consentire anche il superamento delle costosissime convenzioni che l’Azienda sanitaria provinciale è costretta a sostenere, ma che non potranno durare ancora più a lungo, se non si vuole continuare a sperperare ingenti risorse, e a non dare una soluzione strutturale al bisogno sanitario».