domenica,Novembre 27 2022

Paese (Terzo Polo): «Conte ha preso in giro i calabresi. Lo capiranno presto»

Dura la sua analisi nel post-voto, dito puntato contro il M5S: «Esito dettato dalla rassegnazione, ma noi siamo vivi e il lavoro da fare è tanto. Il percorso di Azione e Italia Viva non è che all'inizio»

Paese (Terzo Polo): «Conte ha preso in giro i calabresi. Lo capiranno presto»

«L’adrenalina della campagna elettorale è terminata, ma il fuoco e la passione si sono accesi ancora di più dopo una tornata elettorale che ci ha visti protagonisti. Perché in soli due mesi dall’unione tra Calenda e Renzi, con la formazione della nostra nuova casa, siamo riusciti a portare a casa un risultato straordinario. E bisogna ripartire e pedalare forte proprio dal nostro 4%. Non sono pochi i voti che abbiamo ricevuto e sono soprattutto voti dati non con la pancia, ma con un ragionamento, voti che hanno voluto segnare un primo passo importante». Ad affermarlo è Nunzia Paese, candidata alle ultime politiche nel collegio uninominale per la Camera Calabria-2.

«Siamo vivi e siamo qui – aggiunge -. Qui non molla nessuno e sono già a lavoro per proporre e organizzare riunioni e far scendere in Calabria i vertici di un partito che ha iniziato il suo viaggio proprio il 26 settembre. Il 26 settembre per tutti noi ha rappresentato il punto di partenza di un nuovo modo di fare politica. Quello del ritorno alla partecipazione, con i nostri giovani che hanno inondato il mio telefonino di messaggi di incoraggiamento e nello stesso tempo di tanto affetto. Li ringrazio e ringrazio tutti quelli che si sono spesi per questa campagna elettorale fatta con tanto coraggio e qualità».

«Abbiamo messo sul tavolo temi e argomenti, abbiamo informato l’elettore di un programma completo e dettagliato sotto tutti i punti di vista. Ancora una volta in Calabria abbiamo assistito invece al voto passivo, a quel voto dove le parole “speranza e ambizione” non esistono, un classico voto di rassegnazione. Perché in questa terra si è fatta sempre così la politica. Il voto si ottiene perché “ti ho sistemato”, il voto si ottiene perché “prendo il reddito di cittadinanza”. Conte ha preso in giro i calabresi. E lo capiranno presto. Con la sola comunicazione del reddito di cittadinanza ha portato al voto tutti quelli che lo hanno percepito o pensano di percepirlo. Ma non è così che la nostra terra può crescere».

L’analisi di Nunzia Paese si allarga anche ad altre regioni. «Basti pensare che a Milano e in molti posti dell’Italia produttiva, Renzi e Calenda hanno incassato il 35% per avere chiaro un voto che in Calabria si è basato soltanto sul bisogno del pezzo di pane. In questo contesto clientelare sono entrati anche loro, i Cinque stelle, che con questo metodo del Reddito di cittadinanza in pratica sono riusciti senza se e senza ma a portare al voto ragazzi di 20 anni che ricevono l’aiuto. Lo ripetiamo e non ci stancheremo mai di farlo: non siamo contro il RdC, ma siamo per il giusto aiuto magari a chi perde il posto di lavoro a 50 anni e non viziare il ragazzino con la caramella da dare già a 20 anni. Perché così ai nostri giovani fanno perdere il sogno e l’ambizione di essere determinanti per la società. Con il proprio lavoro e con la propria competenza».

«Non vogliamo far addormentare i cervelli freschi della nostra terra con un Reddito dato a tutti senza nessun tipo di visione. Noi siamo vivi e siamo qui e se ne renderanno conto anche i nostri parlamentari calabresi a cui auguro un buon lavoro, ma nello stesso tempo li invito ad avere un confronto. Da questa nuova forza politica nata da soli tre mesi possono arrivare giusti suggerimenti per cercare di far cambiare marcia veramente alla nostra regione».

«Sono molto determinata e rimando al mittente le analisi di un voto forse troppo frettoloso da parte di qualche giovane cronista calabrese. Perché scrivere che questo movimento “forse scomparirà“ è una grande sciocchezza. Siamo solo all’inizio di questo viaggio e siamo già tanti. Non ci stancheremo mai di stare in mezzo alla gente in presenza. E’ tempo di sguardi e di occhi. E noi abbiamo occhi da tigre. Affamati di politica sana. Di quella politica che crea le condizioni per il posto di lavoro. La politica è servizio e non scambio – chiude Nunzia Paese -. Insieme siamo pronti a costruire un grande futuro e sappiamo che il lavoro da fare è tanto, ma non siamo nati stanchi. Siamo nati pronti».