domenica,Novembre 27 2022

Talarico: «Il fenomeno dei cani randagi preoccupa Rende e la zona dell’Unical»

Il capogruppo di AttivaRende denuncia una situazione limite, chiede all'Asp di riprendere il Servizio cattura e si rivolge all'amministrazione: «Far fronte all'emergenza con una convenzione con i privati»

Talarico: «Il fenomeno dei cani randagi preoccupa Rende e la zona dell’Unical»

Mimmo Talarico, capogruppo di AttivaRende in comune, ha presentato un’interrogazione al sindaco di Rende «per il preoccupante fenomeno dei cani randagi in città e all’Unical». Il consigliere chiede conto all’amministrazione, in questo momento retta da vicesindaco facente funzioni Annamaria Artese, di come si vogliano «affrontare l’emergenza e le sue conseguenze». Nelle richieste avanzate c’è quella di affidare «a una società/associazione privata la cattura dei cani, al fine di ridare tranquillità ai cittadini e ai lavoratori del territorio rendese e dell’UNICAL in particolare».

Contestualmente, domanda se si intendano «promuovere ulteriori iniziative in aggiunta a quelle previste ed eventualmente realizzate, finalizzate a garantire idoneo trattamento, custodia e cura agli animali e al contempo sicurezza e igiene». Tutto nasce dal fatto che sul territorio comunale ha registrato la presenza di cani randagi, incautamente custoditi o dolosamente abbandonati.

Ad avviso di Mimmo Talarico «il fenomeno ha ripercussioni sulla situazione sanitaria comunale e sull’incolumità pubblica, rappresentando in alcune zone una vera e propria emergenza». Non solo, perché il fenomeno «è stato più volte evidenziato dagli organi di stampa anche a seguito di denunce di cittadini e studenti universitari e negli ultimi tempi la presenza di branchi è diventata oltremodo preoccupante nell’area universitaria». Il riferimento è alle zone contigue al Centro residenziale e al vecchio polifunzionale, laddove sono allocati i dipartimenti di Farmacia e Scienze politiche e altre funzioni dell’Unical.

Nella sua interrogazione Talarico evidenzia che «docenti e studenti in più occasioni hanno subito aggressioni e in alcuni caso hanno dovuto fare ricorso alle cure mediche». «Nonostante più volte le autorità accademiche d’intesa con le associazioni studentesche, il comune di Rende e l’ASP se ne siano interessate – dice – a distanza di mesi, il fenomeno anziché essere risolto, ha assunto dimensioni sempre più diffuse e preoccupanti».

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È di ieri pomeriggio, restando in tema, la denuncia effettuata dal Comune di Cosenza che chiede all’Asp di riprendere il Servizio cattura, servizio che anche a Rende risulta essere stato sospeso. A tal proposito, il capogruppo di AttivaRende parla di una situazione «ingiustificata», aggiungendo che ciò non fa altro che «generare allarme e preoccupazione in alcune zone della città e nella comunità accademica». Da qui la chiosa finale: «il fenomeno del randagismo richiede per essere affrontato un approccio multidisciplinare che coinvolga i diversi livelli istituzionali e le associazioni protezionistiche e animaliste, dotate della necessaria esperienza, competenza e sensibilità con particolare riferimento al ricovero, all’affidamento e al mantenimento».