domenica,Novembre 27 2022

A Cosenza un dibattito sull’analisi del voto con il docente della Sapienza Passarelli: «Ecco come sono cambiati i flussi»

Il professore di Scienza politica è stato ospite dell'associazione Controcorrente presieduta da Antonio Tursi

A Cosenza un dibattito sull’analisi del voto con il docente della Sapienza Passarelli: «Ecco come sono cambiati i flussi»

Un’analisi del voto del 25 settembre: è stato il tema del dibattito organizzato a Cosenza dall’associazione Controcorrente, dal presidente Antonio Tursi e da Bianca Rende, membro del consiglio direttivo. A introdurre la discussione Gianluca Passarelli, professore di Scienza Politica alla Sapienza di Roma.

«Il voto al Movimento 5 Stelle ha una doppia faccia: è una rimonta rispetto a come era nato dopo la fine del governo Draghi, ma se lo guardiamo in prospettiva rispetto al 2018 perde più della metà dei consensi – ha detto –. Il punto politico è che Conte esce politicamente vincitore perché si propone come vincitore, tant’è che ha detto: “Il Pd mi segua”. C’è una sorta di opa ostile nei confronti del Partito Democratico».

Un’opa ostile, ha proseguito il docente, «nei confronti dell’elettorato del Pd, che è orfano di una prosepttiva perché è da molto tempo che perde voti. Nel 2008 aveva 12 milioni di voti, oggi è sotto il 20%, governa in molti casi bene in regioni e comuni però è in grande difficoltà e l’elettorato è disorientato. In questa frattura il M5s si inserisce molto bene soprattutto in territori in cui si fatica di più come al sud, in particolare Calabria e Sicilia».

Sul fronte Fratelli d’Italia sostiene: «Bisogna considerare uno spostamento del flusso di voti della Lega: c’è stato un travaso. Poi un partito che cresce di 12 punti percentuali pesca un po’ da tutto lo spettro politico ma è stato prevalentemente un riequilibrio di voti all’interno del centrodestra. Oggi FdI rappresenta l’80% dei voti del centrodestra sia in termini di voti che di seggi».

Tursi ha poi commentato l’esito negativo delle elezioni per il centrosinistra: «La nostra associazione è di centrosinistra, coalizione per la quale le elezioni sono negative. Propongo tre dati però. Gli elettori di centrodestra sono gli stessi del 2018, ha percentuali maggiori ma gli stessi elettori con astensionismo più alto. Il secondo punto riguarda la stabilizzazione del M5s che ha purificato il suo elettorato: ha perduto metà del suo elettorato tornato a destra o al non voto. Oggi è un partito di sinistra e dobbiamo prenderne atto in prospettiva. Il terzo riguarda il Pd: l’esito è negativo, con un risultato che non rischia di ridurlo al Pasok in Grecia o al Partito Socialista in Francia. Non rischia di scomparire, pertanto, ma ha un suo elettorato».