giovedì,Dicembre 1 2022

Il Codex Purpureus Rossanensis come la Sindone: le analisi ne cambiano la datazione

Esami condotti sui materiali coloranti hanno svelato che il capolavoro potrebbe essere posteriore al 1300

Il Codex Purpureus Rossanensis come la Sindone: le analisi ne cambiano la datazione

di Domenico Canino*

Ricordate quando alcuni anni fa furono compiute le analisi scientifiche sulla Sindone di Torino da ben tre laboratori diversi, e tutti e tre affermarono che era un telo medievale del 1200 circa? La Chiesa dovette fare buon viso a cattivo gioco, e prendere atto dei responsi. Niente telo del Cristo. Fino a prova contraria. Per il Codex Purpureus Rossanensis è esattamente la stessa cosa. La Chiesa di Rossano ha fatto effettuare restauro ed analisi dal 2012 al 2015 dall’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e librario del Ministero dei Beni Culturali, e c’è stata una grande sorpresa inaspettata: «Le pergamene, contrariamente a quanto si credeva non sono state trattate con il murice, un mollusco gasteropode (conchiglia) da cui si ricavava la porpora reale (diffusa dai fenici), ma utilizzando l’oricello, un colorante di origine vegetale».

Le analisi della dottoressa Bicchieri sono solidissime, nel suo laboratorio ha usato Fors (Fiber Optic Reflectance Spectra) su molte pagine del Codex. Le spettrometrie hanno decretato che le pagine sono state tinte color porpora con l’oricello, colorante vegetale. Una vera sorpresa, ci si aspettava il rosso porpora da mollusco murice da un manufatto orientale di epoca antica. Che significa? L’oricello, non è stato mai usato per tutto il medioevo, e si è cominciato ad usare con continuità solo nel 1300 a Firenze ad opera della famiglia degli Oricellari, poi detti Rucellai, che ne scoprirono la chimica di processo e divennero ricchissimi con il monopolio di questa tintura.

Un procedimento complesso che prevedeva la polvere del lichene della Roccella, che in natura è di color grigio, importato per lo più dalle isole Canarie, macerato e messo a bagno con urina umana stantia,( in cui l’ammoniaca contenuta in essa reagiva con la polvere setacciata di Roccella e la rendeva color porpora), e poi per diversi giorni rimesso a bagno in urina, ranno di calce, cenere, soda, un procedimento molto complesso, quasi industriale. Con barili di urina presi dagli ospedali fiorentini! Dunque il Codex Purpureus Rossanensis, essendo stato tinto di porpora con l’oricello, è posteriore al 1300.

*architetto